RASSEGNA STAMPA

29 marzo 2010 - L'Unità

Senatori PD al Governo "Assicuri igiene e sicurezza"

22 marzo 2010 - DIRE

(ER) CRISI/BOLOGNA. RENOPRESS, RITIRATI I LICENZIAMENTI CAMPAGNOLI: CHIESTA E OTTENUTA CASSA INTEGRAZIONE PER 106 OPERAI

Bologna, 22 mar. - "Abbiamo ottenuto il ritiro dei  licenziamenti alla Renopress". A dare l'annuncio Duccio  Campagnoli, assessore uscente alle Attivita' produttive della  Regione, che questa mattina ha convocato i vertici dell'azienda e  i sindacati in Viale Aldo Moro per cercare una soluzione per i  106 operai della Renopress di Budrio, nel bolognese. Gli operai  si erano visti recapitare la settimana scorsa una lettera che  annunciava la cessazione dell'attivita' e l'apertura della  procedura di mobilita'. La Regione aveva promesso a sindacati e  lavoratori che avrebbe chiesto l'immediato riconoscimento della  cassa integrazione, un risultato portato a casa questa mattina:  "Siamo felici che la nostra richiesta sia stata accolta. La  Regione, come si vede, continua a fare la sua parte per tutelare  i lavoratori". 

 

   Per gli operai si apre ora un percorso sostenuto con la  richiesta di utilizzo di un altro anno di cassa integrazione:  "Almeno ci sara' una tutela piu' lunga per i lavoratori e la  proprieta' resta impegnata, com'e' doveroso, nella ricerca di  un'altra soluzione proprietaria e produttiva- continua  Campagnoli- E' uno dei primi casi per i quali chiediamo che il  Ministero risponda urgentemente con la sua responsabilita'  concedendo per questi casi la prosecuzione del trattamento di  cassa integrazione, come prevede la legge 291 del 2004". La  Regione, assicura infine l'assessore, "in ogni caso terra' aperto  il Tavolo perche' le tutele ai lavoratori siano assicurate". I  sindacati Fiom-Cgil, Rsu, insieme al sindaco di Budrio, Carlo  Castelli, concordano: "L'intervento della cassa integrazione, pur  nella sua parzialita', e' stato ottenuto grazie alle lotte dei  lavoratori, dei sindacati e con il sostegno delle istituzioni  locali. Ora il ministero deve rispondere con le sue  responsabilita' concedendo con urgenza la prosecuzione dei  trattamenti di cassa integrazione".

22 marzo 2010 - DIRE

(ER) CRISI/BOLOGNA. RENOPRESS, RITIRATI I LICENZIAMENTI CAMPAGNOLI: CHIESTA E OTTENUTA CASSA INTEGRAZIONE PER 106 OPERAI

Bologna, 22 mar. - "Abbiamo ottenuto il ritiro dei  licenziamenti alla Renopress". A dare l'annuncio Duccio  Campagnoli, assessore uscente alle Attivita' produttive della  Regione, che questa mattina ha convocato i vertici dell'azienda e  i sindacati in Viale Aldo Moro per cercare una soluzione per i  106 operai della Renopress di Budrio, nel bolognese. Gli operai  si erano visti recapitare la settimana scorsa una lettera che  annunciava la cessazione dell'attivita' e l'apertura della  procedura di mobilita'. La Regione aveva promesso a sindacati e  lavoratori che avrebbe chiesto l'immediato riconoscimento della  cassa integrazione, un risultato portato a casa questa mattina:  "Siamo felici che la nostra richiesta sia stata accolta. La  Regione, come si vede, continua a fare la sua parte per tutelare  i lavoratori". 

 

   Per gli operai si apre ora un percorso sostenuto con la  richiesta di utilizzo di un altro anno di cassa integrazione:  "Almeno ci sara' una tutela piu' lunga per i lavoratori e la  proprieta' resta impegnata, com'e' doveroso, nella ricerca di  un'altra soluzione proprietaria e produttiva- continua  Campagnoli- E' uno dei primi casi per i quali chiediamo che il  Ministero risponda urgentemente con la sua responsabilita'  concedendo per questi casi la prosecuzione del trattamento di  cassa integrazione, come prevede la legge 291 del 2004". La  Regione, assicura infine l'assessore, "in ogni caso terra' aperto  il Tavolo perche' le tutele ai lavoratori siano assicurate". I  sindacati Fiom-Cgil, Rsu, insieme al sindaco di Budrio, Carlo  Castelli, concordano: "L'intervento della cassa integrazione, pur  nella sua parzialita', e' stato ottenuto grazie alle lotte dei  lavoratori, dei sindacati e con il sostegno delle istituzioni  locali. Ora il ministero deve rispondere con le sue  responsabilita' concedendo con urgenza la prosecuzione dei  trattamenti di cassa integrazione".

22 marzo 2010 - DIRE

(ER) CRISI/BOLOGNA. PD A GOVERNO: PER 5.000 SPETTRO LICENZIAMENTO CAMPAGNOLI CON ALBERANI (CISL): NO A RIDUZIONE ORGANICI

 Bologna, 22 mar. - Piu' di 5.000 lavoratori in provincia  di Bologna con la cassa integrazione in scadenza; 167 gli accordi  che aspettano di essere rinnovati. E mentre lo spettro del  licenziamento si aggira, il governo non da' risposte. Il partito  democratico di Bologna, insieme ai suoi parlamentari, organizza  un incontro con Cgil, Cisl e Uil, e a seguire con i  rappresentanti del mondo dell'impresa (presenti Cna,  Confesercenti, Confcommercio e Legacoop), per segnalare una forte  preoccupazione: "Il governo non sta rifinanziando alcuni  importanti ammortizzatori sociali. Si rischia di dover vedere,  anche nel nostro territorio, migliaia e migliaia di lavoratori  senza alcuna forma di reddito", spiega il segretario Pd Andrea De  Maria.  
   La Regione Emilia-Romagna, in questi mesi di crisi, ha siglato  piu' di 2.100 accordi che hanno permesso a piu' di 7.200
lavoratori di ottenere gli ammortizzatori in deroga. Ora 167 di  questi accordi contano i giorni che mancano alla scadenza: "Serve  la proroga di un anno", sostiene Duccio Campagnoli, assessore  uscente alle Attivita' produttive della Regione. Il timore del Pd  e' che il governo stia indugiando "per avere le mani libere". Ma  questa situazione di incertezza, secondo i parlamentari, non  permette nemmeno di lavorare sulle politiche industriali. Rita  Ghedini, senatrice Pd, spiega che il Pd "sta incalzando e  incalzera' il ministro Sacconi, che finora ha dato solo risposte  generiche per giustificare la sua contrarieta' a un emendamento  bipartisan che aveva raccolto il consenso di tutti (e che  prevedeva il prolungamento della cassa integrazione, ndr)". Il  partito democratico chiede dunque che si provveda all'emergenza,  subito. e che si lavori, al contempo, per una seria riforma degli  ammortizzatori sociali che possa coprire anche chi oggi ne e'  scoperto.

"La Regione ha scelto di lavorare per  evitare la riduzione immediata degli organici. Serve una  ristrutturazione delle aziende, e' vero. Ci sono fatturati che  hanno subi'to cali importanti. Per noi ristrutturazione significa  riconversione, riqualificazione, innovazione. Ci sono tanti  strumenti che possono aiutare a superare la situazione". Cosi'  l'assessore Duccio Campagnoli risponde a Marco Bettini,  presidente del settore metalmeccanico di Unindustria di Bologna,  per il quale serve una "ristrutturazione della struttura  produttiva, ma anche di personale" nelle aziende, che hanno oggi  la necessita' di farsi "leggere".  
   Campagnoli concorda dunque con Alessandro Alberani, segretario  Cisl di Bologna, che aveva ricordato l'esistenza di tanti  strumenti per combattere la crisi: "I contratti di solidarieta'  possono salvare molti posti di lavoro", aveva detto Alberani.
Campagnoli annuisce e ripete: "I contratti di solidarieta',  certo, sono uno strumento importante".
 

17 marzo 2010 - DIRE

(ER) CRISI. SENATORI PD BOLOGNA: SACCONI SNOBBA OPERAI-IMPRESE "ALLUNGARE CIG NECESSARIO PER MIGLIAIA DI ADDETTI E LORO AZIENDE"

Bologna, 17 mar. - Sul prolungamento della cassa  integrazione il governo deve risposte a lavoratori, aziende,  sindacati. Ne sono convinti i senatori bolognesi del Pd, Rita  Ghedini, Paolo Nerozzi, Gian Carlo Sangalli e Walter Vitali che  hanno presentato un'interrogazione ad hoc al ministro del Lavoro,  Maurizio Sacconi. L'obiettivo e' "sapere perche' il ministro  abbia piu' volte pubblicamente comunicato che non intende dare  corso alla decisione unanime e bipartisan a favore del  prolungamento a 78 settimane della cassa integrazione ordinaria e  alle richieste reiterate delle organizzazioni sindacali in tal  senso", dicono i quattro democratici. Secondo loro, si tratta di  un "comportamento particolarmente irrispettoso delle prerogative  parlamentari e disattento ai bisogni reali di centinaia di  migliaia di lavoratori, nonche' delle imprese che li occupano".     Nell'interrogazione, si ricordano i numeri della crisi: nella  provincia di Bologna l'incremento della cassa integrazione  ordinaria e straordinaria e' stato di circa il 600%, per oltre 13  milioni di ore autorizzate; nel settore metalmeccanico  l'incremento ha raggiunto il 2.000% per l'ordinaria. In totale, i  lavoratori interessati dagli ammortizzatori sono oltre 40.000 e  le imprese coinvolte oltre 1.300. Ai Centri per l'impiego, poi,  le iscrizioni sono aumentate del 22% rispetto a dicembre 2008 e  gli iscritti sono 58.000. I senatori bolognesi del Pd,  contestualmente all'interrogazione, hanno lanciato il medesimo  allarme alla Camera durante il question time: serve una risposta  urgente del governo sul prolungamento della cig.

09 marzo 2010 - DIRE

"PURA RETORICA DEL GOVERNO SUL DIRITTO A ISTRUZIONE PER MALATI"

Bologna, 9 mar. - "Nessuna garanzia" rispetto alla richiesta di assegnazione di un organico per la scuola media dell'Oncologia pediatrica del policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. Lo rende noto Rita Ghedini, parlamentare bolognese del Pd, spiegando che "a sei mesi dall'appello dell'Associazione genitori dell'Oncologia pediatrica" il Governo ha risposto all'interrogazione Pd sulla mancata assegnazione dei docenti. Ma la risposta, sottolinea Ghedini, "e' lontana dalla realta'".
La parlamentare riferisce infatti che "non ci sono risorse sufficienti per la scuola pubblica e tantomeno per far fronte a situazioni cosi' complesse come la scuola ospedaliera".
Naturalmente, aggiunge Ghedini, nel frattempo "una soluzione nei fatti alle necessita' minime di garanzia del diritto allo studio dei piccoli ricoverati e' stata trovata, con l'assegnazione di risorse nell'organico di fatto". Pero', precisa la parlamentare, "sarebbe stato scandaloso se nemmeno questo fosse avvenuto". In ogni caso, "nessuna garanzia viene data rispetto alla richiesta di assegnazione di un organico di diritto- si legge nella nota- condizione fondamentale per la continuita' didattica e per una progettualita' che tenga conto delle delicate condizioni psicologiche nelle quali si trovano gli adolescenti e i bambini affetti da cancro o leucemie".

Cosi' come non c'e' "nessuna reale possibilita' di istruzione a domicilio, se non per pochi ritagli di ore- continua Ghedini- e che si realizza solo per i pazienti ospitati nelle case accoglienza". Quindi, commenta Ghedini, e' "pura retorica l'impegno che il Governo sostiene di avere assunto per garantire il diritto all'istruzione anche in ambito domiciliare ai minori affetti da queste gravi patologie".
Purtroppo, conclude la parlamentare democratica, "tutto lascia pensare che all'apertura del prossimo anno scolastico la situazione non sara' diversa e ancora una volta le associazioni di volontariato dovranno far sentire la loro voce e impiegare mezzi e risorse per vedere garantito un diritto sancito dallalegge".

 


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