RASSEGNA STAMPA

13 maggio 2010 - DIRE

(ER) IMPRESE BOLOGNA. NIENTE CIGS A RENOPRESS, PD CONTRO GOVERNO SOTTOSEGRETARIO VIESPOLI: DEVE USARE AMMORTIZZATORI IN DEROGA


 

(DIRE) Bologna, 13 mag. - Brutte notizie per i lavoratori della Renopress. Il governo non sembra orientato a concedere un nuovo periodo di cassa integrazione straordinaria per crisi come richiesto dall'azienda di Budrio, in provincia di Bologna. Il sottosegretario al lavoro, Pasquale Viespoli, rispondendo ad un'interrogazione presentata un mese fa dai parlamentari bolognesi, spiega, infatti, che il procedimento "risulta essere ancora in fase istruttoria", ma che "dall'esame della documentazione prodotta dall'azienda non sembrerebbero sussistere i requisiti necessari per l'accoglimento dell'istanza".

Il suggerimento del sottosegretario, dunque, e' il ricorso agli ammortizzatori in deroga, alimentati anche con risorse regionali. "La Renopress- ha risposto ai parlamentari- al fine di garantire adeguata tutela ai propri dipendenti, potra' fare ricorso agli strumenti di integrazione salariale in deroga alla normativa vigente". Parole che fanno scattare la senatrice del Pd, Rita Ghedini. "Il governo- attacca la parlamentare- riconferma l'insufficienza del proprio modello o, meglio, l'inesistenza di un progetto di protezione e promozione del lavoro e del patrimonio produttivo del paese".
Di questo passo, avverte Ghedini, senza misure serie di tutela e riqualificazione del lavoro e senza piani per lo sviluppo, il sistema produttivo produrra' default gravissimi sia sul piano sociale che su quello economico". Del resto, ricorda la senatrice, "siamo tutt'altro che fuori dalla crisi" e se "oggi pagano un prezzo altissimo i lavoratori e le imprese, domani saranno intere comunita' a correre seri rischi di impoverimento e disgregazione". A quel punto, prevede Ghedini, "l'unico argine sono e saranno ancora una volta le istituzioni territoriali, quelle stesse a cui si tolgono da due anni risorse con il taglio dell'Ici, con un'insensata rigidita' nella gestione del patto di stabilita', con i tagli ai trasferimenti di importanti capitoli di finanziamento del welfare per le famiglie".

Insomma, conclude la democratica, "altro che federalismo fiscale", siamo al "federalismo del 'si salvi chi puo''".

11 maggio 2010 - DIRE

(ER) TEATRO COMUNALE BOLOGNA. DOSSIER CANCELLIERI SUL DECRETO E AVVERTE: "SE LE COSE NON CAMBIANO SI VA VERSO LA CHIUSURA"

(DIRE) Bologna, 11 mag. - Anna Maria Cancellieri, commissario straordinario di Bologna, lavora ad un dossier per l'applicazione del decreto Bondi sulle fondazioni liriche. Con una chiara avvertenza: "Stando cosi' le cose, e' bene che si sappia, si va verso la chiusura". Se ne e' parlato oggi nel corso del cda del Teatro comunale. Sul decreto, che sta provocando una raffica di scioperi anche a Bologna dove stasera saltera' la 'Carmen', "abbiamo fatto valutazioni- spiega la stessa Cancellieri- anche perche' sono stata richiesta dal presidente della commissione Cultura del Senato di mandare osservazioni su questo decreto". Il documento, sul quale "sto raccogliendo anche altre voci", dovra' essere inviato entro una decina di giorni. Il commissario ha in mente una relazione "che tenga conto delle esigenze dei lavoratori, del mondo dello spettacolo, del valore culturale della lirica, del valore della musica ma anche dei tempi che ci sono e del denaro pubblico" a disposizione.
Il decreto, spiega ancora Cancellieri, "nasce da esigenze fondatissime, ma va ad incidere pesantemente su alcune condizioni, per cui c'e' questo momento di forte fibrillazione sul tema". Nel corso della riunione del cda, "abbiamo tutti detto che siamo insieme ai lavoratori per cercare di fare un discorso che da una parte salvaguardi il nostro patrimonio culturale e dall'altra pero' consenta alle fondazioni di avere una vita autonoma perche' stando cosi' le cose, e' bene che si sappia, si va verso la chiusura". Insomma, conclude Cancellieri, "se i fondi sono quelli che sono e non si interviene su modifiche che consentano o di aumentare le entrate o di diminuire le uscite il problema delle fondazioni liriche e' un problema serio, che va affrontato con molto rigore".

(Bil/ Dire)
13:54 11-05-10

 

11 maggio 2010 - DIRE

(ER) TEATRO COMUNALE BOLOGNA. CANCELLIERI FA STACCARE MANIFESTI "FINCHE' C'E', SI PORTI RISPETTO PER TUTINO; COSI' NON SI LAVORA"


(DIRE) Bologna, 11 mag. - "Queste cose non si fanno". Il  commissario di Bologna, Anna Maria Cancellieri, bacchetta  duramente i sindacati che stanno occupando il Teatro comunale e  chiede "rispetto" per il sovrintendente Marco Tutino, almeno  finche' ricoprira' quel ruolo. Questa mattina Cancellieri, in  qualita' di presidente della Fondazione del Teatro comunale, e'  stata in largo Respighi e ha potuto constatare di persona lo  stato degli uffici, in cui "non si puo' lavorare". Ha dato anche  l'ordine di staccare qualche manifesto particolarmente offensivo  nei confronti di Tutino. Altrimenti "li vado togliere io", fa  sapere. Concetti che questo pomeriggio fara' sentire con la sua  viva voce, molto probabilmente per telefono, ai rappresentanti  dei lavoratori. "Massimo rispetto per ogni forma di  manifestazione, massima apertura", e' la linea di Cancellieri,  illustrata ai cronisti a Palazzo D'Accursio: tanto e' vero che  "per tutto il tempo che lo vorranno" i lavoratori avranno il  foyer a disposizione per sensibilizzare la citta'.
"Ma c'e' un atteggiamento che e' veramente riprovevole-  aggiunge il commissario- non possono impedire l'attivita' normale  dell'amministrazione. Si sono personalizzate le posizioni e  questo io non lo posso consentire. Non si puo' andare a fare la  caccia al sovrintendente. Le battaglie si devono condurre sempre  nel rispetto delle istituzioni. Ho visto manifesti che ho chiesto  io di togliere, non possono dargli del pagliaccio perche' c'e'  una dignita' personale che va salvaguardata. Parliamo di temi  seri".
Chiede dunque "serieta'", Cancellieri.
"Parlero' coi sindacati nel pomeriggio, che lascino la  sovrintendenza libera di lavorare. Perche' non si puo' lavorare".
Per il commissario Tutino "ha diritto al suo rispetto finche'  riveste il ruolo di sovrintendente, poi del resto si potra'  parlare". 
Coi sindacati, ricorda Cancellieri, "mi ero anche impegnata di  rivedere il discorso della Filarmonica. Pero' se facciamo muro  contro muro, ragazzi, io faccio un muro che loro non sanno manco  che cos'e'". Sindacato avvisato, (forse) mezzo salvato.

10 maggio 2010 - DIRE

(ER) TEATRO COMUNALE BOLOGNA. LA FIALS VALUTA QUERELA A TUTINO BALDOTTO: LUI CONTESTA METHA E BAREMBOIM, NOI LI RINGRAZIAMO

(DIRE) Bologna, 10 mag. - Dopo aver sentito Marco Tutino, sovrintendente del Teatro comunale di Bologna, contestare sul 'Corriere della sera' il carattere intidimidatorio e illegale dell'occupazione della fondazione la Fials-Cisal "ha dato mandato ai suoi legali di valutare se ci sono gli estremi per una querela al sovrintendente". Lo fa sapere Enrico Baldotto, segretario della Fials, che nei giorni scorsi aveva anche annunciato di l'intenzione di denunciare alla Procura di Bologna i conti del Teatro comunale. Baldotto contesta anche le critiche mosse da Tutino a Barenboim e Metha. "Lui li contesta, noi invece li ringraziamo per la presa di posizione forte e decisa al fianco dei lavoratori e contro il decreto ammazza-lirica".
E proprio per definire le prossime iniziative contro la riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche, dopodomani, nella sede della Uilcom-Uil a Roma, si riunira' il coordinamento dei sindacati. La riunione deve discutere dell'esito dell'incontro con il ministro Sandro Bondi e preparare la giornata di mobilitazione del prossimo 17 maggio. Tra una settimana, infatti, all'Auditorium Via Rieti nella capitale si terra' l'attivo unitario sul decreto 'ammazza-lirica' e a cui dovrebbero partecipare parlamentari di maggioranza e minoranza, presidenti di Fondazioni, sovrintendenti, rappresentanti dei Comuni e delle Regioni. I sindacati territoriali sono invitati a mandare a Roma almeno 20 lavoratori per ogni teatro. Nell'attivo si definiranno le nuove eventuali azioni di lotta.

 

10 maggio 2010 - DIRE

(ER) TEATRO COMUNALE BOLOGNA. SINDACATI: FACCIAMO COME A FIRENZE

PROPOSTO ACCORDO TRA ENTI LOCALI PER EVITARE RAFFICA DI SCIOPERI

(DIRE) Bologna, 10 mag. - Replicare l'accordo tra gli enti locali che ha sbloccato il Maggio musicale fiorentino, per evitare che gli scioperi a raffica acciano saltare il calendario lirico del Teatro comunale di Bologna (per ora sono state cancellate le prime tre rappresentazioni di "Carmen", ma rischia anche "Edgar" in programma a giugno). E' la proposta dei sindacati dello spettacolo, che chiedono alla Regione di seguire l'esempio della Toscana, che, nell'accordo sottoscritto con Comune e Provincia per confermare i fondi del Maggio, si e' impegnata a fare ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto 'ammazza-lirica' firmato dal ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi.
I sindacati dello spettacolo oggi hanno incontrato alcuni parlamentari del Pd (Rita Ghedini, Walter Vitali, Donata Lenzi e Salvatore Vassallo, accompagnati dall'ex capogruppo del Pd in Comune, Sergio Lo Giudice, da Luciano Sita, ex assessore Cultura, e Davide Ferrari) che, in separata sede a causa delle cattive relazioni 'aziendali', hanno ascoltato anche le ragioni del soprintendente Marco Tutino. Di certo, a Bologna si e' venuta a creare una situazione anomala rispetto agli altri teatri toccati dal decreto, dove direzione e lavoratori fanno fronte comune contro il governo. Divisioni "rischiose per la citta'", avverte Lenzi. "Ci troviamo a competere con altre 13 citta'- ricorda- chi e' piu' unito piu' ottiene". Per questo dai parlamentari del arriva un invito a accantonare le ostilita' per il raggiungimento di un obiettivo comune. "Non compete a noi entrare nel merito delle relazioni sindacali, ma occorrerebbe un surplus di responsabilita', in generale, nell'individuazione di un rischio comune", osserva Ghedini.Del resto, fa notare Ghedini, sul decreto sono emerse "valutazioni non discordanti", a cominciare dai timori legati al taglio del 50% dell'integrativo previsto nel
caso in cui non si raggiunga entro un anno un accordo sul rinnovo contrattuale. A dividere soprintendente e sindacati, sono semmai, le possibili soluzioni alla crisi.

Dispute locali a parte, i parlamentari si preparano a contrastare in aula l'iter del decreto Bondi, sul quale esprimono valutazioni fortemente negative. "Riteniamo che affrontare una materia cosi' complessa con la forma del decreto, quando si sta discutendo di una riforma complessiva dello spettacolo, sia contraddittorio e poco utile", contesta Ghedini. E poi, aggiunge, "la firma del decreto viene scelta solo per dare un vestito alla scelta economica di tagliare il Fus", che mette a rischio di default molte fondazioni liriche. Al ministro, che ha gia' rifiutato di ritirare il provvedimento, i democratici chiedono di rivedere l'impianto del decreto. "Se decreto deve essere- spiega Vitali- almeno affronti i problemi di fondo". Per prima cosa, sostiene l'ex sindaco di Bologna, "bisognerebbe prendere atto che il modello del '98 (quello che diede vita alle fondazioni, ndr) e' fallito e agire di conseguenza". I soggetti privati entrati nelle Fondazioni liriche, infatti, con il tempo si sono defilati.
"I privati non hanno nessun vantaggio a entrare, quindi bisognerebbe defiscalizzare i contributi", propone Vitali, convinto anche che le "fondazioni debbano avere maggiore
autonomia". Il sanatore non esclude di coinvolgere anche i colleghi del Pdl, anche se, in generale, il Pd contesta il metodo del governo. "Siamo di fronte alla solita replica: tagli e scaricabarile sugli enti locali", conclude Lenzi.

 

06 maggio 2010 - DIRE

DDL LAVORO. GHEDINI (PD): ALTRA OCCASIONE PERSA DAL GOVERNO

DDL LAVORO. GHEDINI (PD): ALTRA OCCASIONE PERSA DAL GOVERNO

Roma, 6 mag. - "Votando la proposta di limitare la discussione al Senato sul collegato lavoro ai soli cinque articoli gia' modificati alla Camera la maggioranza si e' assunta una responsabilita' grave: non dare pienamente seguito alle ragioni esposte dal presidente Napolitano nel messaggio di rinvio del testo alle Camere". Lo dichiara la senatrice del Pd Rita Ghedini che poi spiega: "Ai gravi rilievi sulla cattiva qualita' legislativa del provvedimento, la maggioranza risponde imostrando totale indifferenza al rispetto del principio democratico di certezza del diritto e conoscibilita' della legge.
Operare in questo modo significa aprire le porte a un contenzioso infinito con gravi danni per lo Stato, per i cittadini e per le mprese. Un'occasione persa anche per mettere in campo politiche el lavoro vere, indispensabili in questa fase di crisi e necessarie al nostro Paese da molto tempo".
L'esponente del Pd, Rita Ghedini, sottolinea che "e' gia' stato annunciato che la maggioranza interverra' sul testo di almeno due articoli: il 20, sull'esposizione all'amianto per il comparto difesa e il 31 sull'arbitrato. E se sul primo non possiamo aspettarci altro che miglioramenti, dato che il testo attuale e' incomprensibile e certamente anticostituzionale, sul secondo siamo fortemente preoccupati. Apprezziamo le correzioni intervenute nella rilettura alla Camera, grazie al rinvio disposto dal Presidente. Sono un primo passo. Bisogna compierne altri. Non tutte le criticita' segnalate dal Capo dello Stato sono state risolte".
Il Pd, continua Ghedini, "auspica che nella lettura al Senato si possa procedere al miglioramento del testo affermando soluzioni piu' semplici e nette, di piena coerenza del testo con i principi costituzionali e con le disposizioni di legge che tutelano i diritti fondamentali dei lavoratori, distinguendole dalle materie regolate dalla contrattazione collettiva, sulla cui regolazione anche in presenza di contenzioso le parti sociali devono essere sovrane. Ma temiamo fortemente che la maggioranza intenda cancellare l'effetto
prodotto dall'importante iniziativa del Pd, cha ha sancito il principio di autodeterminazione del lavoratore nella scelta tra giudice e arbitro. Sarebbe gravissimo e - conclude la senatrice del Pd - renderebbe vano il prezioso ed autorevole intervento del capo dello Stato".



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