RASSEGNA STAMPA
17 giugno 2010 - Adnkronos Salute
FARMACI: PARAFARMACIE ANPI, SI' A NUOVA 'LENZUOLATA' BERSANI
L'Anpi (Associazione nazionale parafarmacie italiane) appoggia la nuova sfida sulle liberalizzazioni lanciata al Governo dal segretario del Pd, ierluigi Bersani. "Riteniamo - sottolinea infatti il vicepresidente dell'associazione, Massimo Brunetti - che la proposta di permettere la vendita anche nelle parafarmacie dei medicinali per patologie di lieve entita', dispensabili con ricetta ripetibile", inseriti in fascia C (a carico del cittadino), "permettera' un risparmio per la popolazione italiana di oltre un miliardo l'anno, contro gli attuali 600 milioni che ogni anno si risparmiano grazie alla prima 'lenzuolata Bersani'".
Brunetti invita a ricordare che in 4 anni il successo delle parafarmacie e' stato "inesauribile: attualmente sono attivi 3.266 esercizi, con oltre 7.000 occupati e 400 milioni di euro di investimenti. Solo nello scorso mese di maggio sono state aperte 70 nuove parafarmacie, e con esse hanno trovato occupazione circa 150 persone tra farmacisti e personale di servizio".
Un fenomeno, quello delle parafarmacie, "che ha permesso a migliaia di farmacisti di essere imprenditori di se stessi - continua la nota dell'Anpi - interrompendo quella 'conventio ad excludendum' che si perpetua da quasi un secolo nei confronti dei farmacisti che non appartengono alla famiglia 'giusta'". Insomma, "una rivoluzione sociale che la casta ha cercato e sta cercando di contrastare - conclude l'associazione - anche con l'appoggio di una classe politica poco incline agli interessi generali degli italiani, troppo interessata a mantenere privilegi, non compatibili con la crescita economica e sociale del Paese".
Brunetti invita a ricordare che in 4 anni il successo delle parafarmacie e' stato "inesauribile: attualmente sono attivi 3.266 esercizi, con oltre 7.000 occupati e 400 milioni di euro di investimenti. Solo nello scorso mese di maggio sono state aperte 70 nuove parafarmacie, e con esse hanno trovato occupazione circa 150 persone tra farmacisti e personale di servizio".
Un fenomeno, quello delle parafarmacie, "che ha permesso a migliaia di farmacisti di essere imprenditori di se stessi - continua la nota dell'Anpi - interrompendo quella 'conventio ad excludendum' che si perpetua da quasi un secolo nei confronti dei farmacisti che non appartengono alla famiglia 'giusta'". Insomma, "una rivoluzione sociale che la casta ha cercato e sta cercando di contrastare - conclude l'associazione - anche con l'appoggio di una classe politica poco incline agli interessi generali degli italiani, troppo interessata a mantenere privilegi, non compatibili con la crescita economica e sociale del Paese".
17 giugno 2010 - 9Colonne
LIBERALIZZAZIONI, PARAFARMACIE: APPOGGIAMO TOTALMENTE BERSANI
L'Anpi (Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane) appoggia "la sfida sulle liberalizzazioni lanciata al Governo dal segretario del Pd perché riteniamo che la proposta di Bersani di permettere la vendita anche nelle parafarmacie dei medicinali per patologie di lieve entità, dispensabili con ricetta ripetibile, permetterà un risparmio per la popolazione italiana di oltre un miliardo l'anno, contro gli attuali 600milioni che ogni anno si risparmiano grazie alla prima lenzuolata Bersani". Lo afferma il vicepresidente dell'associazione delle parafarmacie italiane, Massimo Brunetti riferendosi alla richiesta del Pd di "ripristinare" le liberalizzazioni tra cui quelle dei farmaci. ''Ricordiamo che in questi quattro anni - spiega Brunetti - il successo di questi esercizi è stato inesauribile, attualmente sono attivi 3.266 esercizi con oltre 7.000 occupati e 400 milioni di euro di investimenti e solo nello scorso mese di maggio sono state aperte 70 nuove parafarmacie e con esse trovato occupazione circa 150 persone tra farmacisti e personale di servizio". Un fenomeno questo delle parafarmacie, si legge ancora nella nota dell' Anpi, "che ha permesso a migliaia di farmacisti di essere imprenditori di se stessi, interrompendo quella conventio ad excludendum che si perpetua da quasi un secolo nei confronti dei farmacisti che non appartengono alla famiglia 'giusta'". (red)
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