18 agosto 2011 - L'informazione
La manovra si può cambiare
17 luglio 2011 - L'unità Emilia Romagna
Polemica Cgil sulla responsabilità dei parlamentari Pd
Il segretario della Cdl Gruppi aveva dichiarato: «Le opposizioni hanno fatto i responsabili e lamanovra è peggiorata». Ghedini e Vitali: «Abbiamo fermato la speculazione finanziaria»12 maggio 2011 - ANSA
LAVORO: ACCORDO ALLA OERLIKON PER TUTTI I 248 DIPENDENTI
(ANSA) - BOLOGNA, 12 MAG - Raggiunto l'accordo alla Oerlikon Graziano Trasmissioni di Porretta Terme, sull'Appennino Bolognese, dopo giorni di presidio davanti ai cancelli."E' stata una trattativa difficile e tesa - ha commentato Bruno Papignani della Cgil - ma alla fine è stato scongiurato il trasferimento a Bari. A Porretta - ha spiegato - verranno
mantenute le macchine (e altre ne arriveranno tra giugno e settembre) per la produzione destinata ai mercati italiano ed europeo, che occuperà almeno gli attuali 248 dipendenti; sotto questo livello sono previste assunzioni e ci sarà la priorità per gli attuali contratti a termine. L'accordo è stato votato in assemblea con solo tre astensioni e l'abbiamo siglato con l'azienda poco prima delle 21.30".
Commenti positivi dalla senatrice Rita Ghedini, responsabile economia e lavoro del Pd di Bologna: "Esprimiamo soddisfazione e sollievo per l'accordo raggiunto oggi alla Oerlikon, dopo una lunga trattativa. La salvaguardia dell'occupazione e la continuità produttiva rappresentano due fattori indispensabili per mantenere vivo il patrimonio produttivo e garantire la qualità del lavoro nell'Alta Valle del Reno". (ANSA).
12 maggio 2011 - DIRE
(ER) IMPRESE BOLOGNA. GHEDINI (PD): BENE L'ACCORDO PER L'OERLIKON
"Esprimiamo soddisfazione e sollievo per l'accordo raggiunto oggi alla Oerlikon, dopo una lunga trattativa. La salvaguardia dell'occupazione e la continuita' produttiva rappresentano due fattori indispensabili per mantenere vivo il patrimonio produttivo e garantire la qualita' del lavoro nell'Alta Valle del Reno". E' quanto dichiara, in una nota, la senatrice Rita Ghedini, responsabile politiche per sviluppo economico, competitivita' e lavoro del Pd di Bologna
06 maggio 2011 - DIRE
LAVORO. SENATORI PD: 810 INTERROGAZIONI A SACCONI SENZA RISPOSTA QUANDO ONORERA' PARLAMENTO DI SUA PRESENZA?
Roma, 6 mag. - "Il ministro Sacconi non ha ancora risposto a ben 810 interrogazioni presentate in Parlamento su temi importantissimi che riguardano il lavoro, la disoccupazione, il precariato e altre questioni e problematiche concernenti il suo dicastero". Lo affermano, in un'interrogazione rivolta al ministro del Lavoro e delle politiche sociali, i senatori del Pd componenti della Commissione lavoro: Giorgio Roilo, Tiziano Treu, Benedetto Adragna, Tamara Blazina, Rita Ghedini, Pietro Ichino, Paolo Nerozzi e Achille Passoni."Dall'inizio delle Legislatura ad oggi, ben 1.131
interrogazioni sono state rivolte al ministro Sacconi. Di queste, hanno concluso l'iter solo 321, di cui 137 a risposta orale e 184 a risposta scritta. Dieci interrogazioni sono state ritirate.
Sono quindi pendenti complessivamente 810 interrogazioni".
"A questo punto e' doveroso chiedere al Ministro del lavoro e delle politiche sociali come giustifichi un'inerzia tale nei confronti di problematiche cosi' rilevanti e cogenti per il nostro Paese. Quando- concludono i senatori del Pd- il ministro vorra' onorare il Parlamento della sua presenza e rispondere alle interrogazioni ancora inevase?".
01 maggio 2011 - Il Resto del Carlino
Ghedini: Conflitto e bene comune
HO APPREZZATO le parole del presidente Marchesini sul Carlino di ieri e non è la prima volta. Il 1 ° maggioquest`anno, a Bologna, ha il peso degli avvenimenti che diventano icone. Ciò che pesa non è soltanto la spaccatura
nella rappresentanza dei lavoratori, ma il fatto che quella piazza divisa è specchio di tante altre divisioni che paralizzano l`Italia. E` la frammentazione
- sindacale, politica, associativa, territoriale,
generazionale - che allontana il riconoscimento ed il perseguimento del bene comune, più ancora del conflitto. Il conflitto è dannoso quando i soggetti in campo non si riconoscono identità autonoma e reciproca necessità, valori che sono da tempo patrimonio delle relazioni industriali. Non è quindi sulla sterilizzazione
del conflitto che metterei l`accento, ma sulle condizioni necessarie a renderlo sostenibile e produttivo. Una prima condizione è il riconoscimento della dimensione relazionale della soggettività: parlare di lavoro
e di sviluppo, di capitale e di profitto, significa innanzitutto parlare di donne e di uomini, delle loro condizioni di vita e di interazione. Elaborare
un nuovo umanesimo del lavoro significa assumere sen
za incertezze i valori costituzionali dell`eguaglianza e della solidarietà come fondamenti della democrazia e occuparsi delle condizioni per realizzarle. Una seconda è il riconoscimento del "campo e delle regole di gioco": è tempo che su regolazione della rappresentanza, modello di contratta zione, forme di partecipazione ai processi di sviluppo imprenditoriale si bandisca ogni opportunismo. Una terza è la definizione della nozione di "Mene comune". Su questo può e deve avere un ruolo la politica, dando corpo alla nozione di `patto sociale`, come relazione leale e trasparente tra interessi, dichiaratamente diversi, di soggetti -pubblici e privati - disponibili a riconoscersi interdipendenza nella realizzazione della quota di interesse collettivo, che è condizione per il perseguimento degli interessi soggettivi. Di questo Bologna non può più fare a meno.

