17 novembre 2009 - 9Colonne
MAFIA, GHEDINI (PD): ANCHE ENTI LOCALI E REGIONI CONTRO VENDITA BENI
Roma, 17 nov - "Reagendo all'approvazione dell'emendamento approvato al Senato in sede di Finanziaria che dispone la possibilità di vendita dei beni confiscati alle organizzazioni criminali, l'associazione AvvisoPubblico, l'associazione degli Enti locali e delle Regioni per la formazione civile contro le mafie, ha inviato una lettera al Presidente Napoletano, ai presidenti delle Camere, a tutti i segretari di partito e a tutti i capigruppo dei gruppi parlamentari, invitandoli a 'votare contro il provvedimento approvato dal Senato per evitare che i principi della legge 109/96 siano cancellati per ragioni di carattere economico-finanziario'". Lo dice la senatrice del Pd Rita Ghedini. "La mobilitazione di AvvisoPubblico - prosegue Rita Ghedini - è assolutamente opportuna: me ne rallegro.AvvisoPubblico associa più di 150 tra Enti Locali e Regioni, governati da Amministrazioni di ogni 'colore' che condividono l'obiettivo di prevenzione e contrasto all'infiltrazione mafiosa nel governo degli enti locali, anche attraverso percorsi di educazione alla legalità democratica. AvvisoPubblico ha, inoltre, promosso la discussione e l'approvazione di un Ordine del Giorno di censura del provvedimento presso tutte le Assemblee degli Enti associati.
Nessuno meglio dei Comuni può riconoscere concretamente la forza di cambiamento contenuta nella destinazione sociale dei beni confiscati. I Comuni che ne sono destinatari hanno materialmente sperimentato sia il valore simbolico e il potere di trasformazione culturale del loro riuso sociale (basta pensare alle ville dei boss, trasformate in caserme dei Carabinieri!), sia la capacità di trasformazione economica del territorio. Beni improduttivi, o destinati alla ricchezza di uno soltanto, sono divenuti beni collettivi, che hanno dato 'terra e lavoro', cioè diritti, ad intere comunità, fino ad allora destinatarie solamente di 'lavori'. Spero - conclude Rita Ghedini - vivamente che l'iniziativa di AvvisoPubblico raccolga il più largo consenso e che il Governo cambi rapidamente rotta".
17 novembre 2009 - il Velino
Ghedini (Pd): Governo vende beni confiscati a mafia per far cassa
Roma, 13 NOV - "Nel maxiemendamento presentato dal governo alla legge Finanziaria 2010 si dispone che i beni confiscati alle organizzazioni criminali non assegnati a tre mesi dalla confisca, siano posti in vendita". Ad annunciarlo e' la senatrice del Pd Rita Ghedini che cosi' continua: "Nulla si dispone circa l'accertamento delle ragioni che non abbiano consentito l'assegnazione in tempi cosi' brevi. Senza entrare nel merito, basti un dato per tutti: attualmente possono passare da pochi mesi fino a dieci anni dalla confisca all'assegnazione. La competenza del processo di vendita sara' del Demanio, cioe' del ministero dell'Economia e non piu' del ministero degli Interni, che dovra' portarlo a termine entro sei mesi. "Le risorse incamerate dalla vendita - specifica la Ghedini - andranno a finanziare i bilanci del ministero degli Interni e del ministero della Giustizia.
Unico diaframma al pericolo, concreto e gravissimo, che siano le stesse organizzazioni criminali a ricomprare tramite prestanomi i patrimoni loro sottratti, un'informativa del Prefetto sui requisiti dell'acquirente. Si tratta di un intervento che sconvolge completamente il merito e il senso, definito dalla Legge Rognoni-La Torre (pagata col sangue) e dalla Legge 109/96 ottenuta grazie alla volonta' di migliaia di cittadini. Quelle leggi - spiega Ghedini - affermano che le mafie si battono sottraendo loro potere economico e strumenti di consenso sociale, promuovendo l'economia legale e civile, dando ai territori violati e depredati 'terra e lavoro', quali strumenti fondativi del diritto di cittadinanza. Le giuste esigenze di risorse per il funzionamento della sicurezza e della giustizia - conclude la senatrice del Pd - non possono essere soddisfatte sottraendo alle comunita' la possibilita' di riappropriarsi del diritto alla vita".
13 novembre 2009 - ITALPRESS
FINANZIARIA: PD "GRAVISSIMO VENDERE BENI CONFISCATI PER FARE CASSA"
ROMA
- "Nel maxiemendamento presentato dal governo alla
legge Finanziaria 2010 si dispone che i beni confiscati alle
organizzazioni criminali non assegnati a tre mesi dalla confisca,
siano posti in vendita". Lo annuncia la senatrice del Pd Rita
Ghedini,
che aggiunge: "Nulla si dispone circa l'accertamento delle
ragioni che non abbiano consentito l'assegnazione in tempi cosi'
brevi. Senza entrare nel merito, basti un dato per tutti: attualmente
possono passare da pochi mesi fino a dieci anni dalla confisca
all'assegnazione".
"La competenza del processo di
vendita sara' del Demanio, cioe' del Ministero dell'Economia e non
piu' del Ministero degli Interni, che dovra' portarlo a termine entro
sei mesi. Le risorse incamerate dalla vendita andranno a finanziare i
bilanci del Ministero degli Interni e del Ministero della
Giustizia".
"Unico diaframma al pericolo, concreto e
gravissimo, che siano le stesse organizzazioni criminali a ricomprare
tramite prestanomi i patrimoni loro sottratti, un'informativa del
Prefetto sui requisiti dell'acquirente. Si tratta di un intervento
che sconvolge completamente il merito e il senso, definito dalla
Legge Rognoni-La Torre (pagata col sangue) e dalla Legge 109/96
ottenuta grazie alla volonta' di migliaia di cittadini".
"Quelle
leggi - spiega Ghedini
- affermano che le mafie si battono sottraendo loro potere economico
e strumenti di consenso sociale, promuovendo l'economia legale e
civile, dando ai territori violati e depredati 'terra e lavoro',
quali strumenti fondativi del diritto di cittadinanza. Le giuste
esigenze di risorse per il funzionamento della sicurezza e della
giustizia - conclude la senatrice del Pd - non possono essere
soddisfatte sottraendo alle comunita' la possibilita' di
riappropriarsi del diritto alla vita".
12 novembre 2009 - In attesa di pubblicazione
LA POLITICA DELLE DONNE CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI
"Una volta qualcuno ha detto che l'amicizia è un rapporto a due dove ognuno è convinto di essere quello che ha avuto di più e dato di meno" scrive Silvana de Mari ne "Il gatto dagli occhi d'oro" (Fanucci, 2009) descrivendo le relazioni intense e potenti tra un gruppo di adolescenti, che crescendo insieme cambiano il proprio destino individuale e la qualità del contesto in cui vivono, un contesto in cui povertà ed emarginazione si traducono ordinariamente in discriminazione e violenza contro le bambine e le donne.
M.me Mariam Lamizana, Presidente del CIAF (Comitato Interafricano sulle Pratiche Tradizionali) intervenendo a margine della Conferenza internazionale "Dal Cairo a Ouagadougou: verso l'interdizione totale delle mutilazioni genitali femminili", tenutasi a Ouagadougou in Burkina Faso dall'8 al 10 novembre, ha detto "tutto questo è il portato di un'amicizia, di un'amicizia tra donne che hanno creduto di poter cambiare le cose".
Lo ha detto parlando ad un gruppo di donne e di uomini, numerosi questi ultimi, ospiti del “Centro per la salute riproduttiva delle donne e la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili” di Ouagadougou gestito da AIDOS, un’ONG fondata da donne per aiutare le donne nel mondo a promuovere e difendere i propri diritti e a migliorare, insieme alla propria condizione, le condizioni di sviluppo delle proprie comunità. (continua...)
08 ottobre 2009 - Corriere della Sera
Rita Ghedini la più presente del PD
Parlamentari bolognesi: presenze a confronto22 settembre 2009 - DIRE
SCUOLA BOLOGNA. PD: TAGLIATI ANCHE I MAESTRI DEL S.ORSOLA PARLAMENTARI DEMOCRATICI: VIOLATI I DIRITTI DEI BIMBI RICOVERATI
(DIRE) Bologna, 22 set. - I tagli alla scuola arrivano anche in ospedale. L'allarme lo lancia la deputata del Pd, Sandra Zampa: Apprendiamo con sconcerto che nel reparto di Oncologia edEmatologia pediatrica 'Lalla Seragnoli' del Policlinico sant'Orsola Malpighi di Bologna non ci sono insegnanti sufficienti per la scuola media". Nella nota, sottoscritta anche da altri Parlamentari del Pd (Rita Ghedini, Manuela Ghizzoni e Donata Lenzi), si annuncia un'interrogazione urgente per chiedere chiarimenti al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini e "un'immediata soluzione a questa evidente violazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti". Due gli aspetti centrali della vicenda. Anzitutto un rilievo logistico: "La scuola ospedaliera del S.Orsola- prosegue il comunicato dei parlamentari del Pd- accoglie da Bologna, dall'Emilia-Romagna, dall'Italia e anche dall'Estero bambini e adolescenti colpiti da gravissime patologie, ad alto rischio di orte". Ma la questione e' anche politica: "L'istruzione e' un diritto che lo stato garantisce a tutti- dicono i democratici- e per questi piccoli pazienti la scuola rappresenta il primo e piu' importante legame con la vita, e' la speranza nel futuro. Il anno loro provocato da questa riforma e' inaccettabile".

