26 novembre 2009 - DIRE
IL DDL INTRODUCE NORME CHE MINANO IL DIRITTO DEL LAVORO
"Il
Pd ha votato contro il ddl lavoro perche' e' privo di misure adeguate
per dare effettivo sostegno ai lavoratori e alle imprese e, come se
non bastasse, introduce norme che minano il diritto del lavoro".
Cosi' la senatrice del Pd, Rita Ghedini,
sul ddl Lavoro. Ghedini
e' relatrice di minoranza del testo approvato oggi in Senato e che
ora torna alla Camera.
"Siamo in un momento molto
particolare- spiega- in cui tutto cio' che attiene al lavoro e' di
estrema delicatezza e determinante per come il Paese si presentera'
all'uscita dalla crisi. Come Pd avremmo voluto svolgere una
discussione di merito su una serie di proposte che presentate per
portare il Paese alla ripresa dello sviluppo e che attengono il
lavoro, la sua tutela e valorizzazione, la promozione di politiche di
innovazione del mercato del lavoro capaci di coniugare flessibilita'
di utilizzo e sicurezza di impiego, la lotta al lavoro nero, le pari
opportunita' e la valorizzazione del lavoro femminile come risorsa
economica. Ma questo non e' stato possibile".
"Quel che
il governo ha prodotto- conclude Ghedini-
e' stato tutt'altro. Dal rinvio della delega sui lavoratori usuranti,
ponendo cosi' limiti all'accesso a un diritto soggettivo garantito
dalla legge, alla mancata riforma degli ammortizzatori sociali; dalla
creazione di un comitato unico di garanzia sulle pari opportunita'
che svilisce le politiche di genere e confina la donna in un recinto
anziche' valorizzarla come risorsa; dalla istituzione di un arbitrato
incontrollabile e selvaggio all'invasione della legge in materie
affidate alla contrattazione".
26 novembre 2009 - Repubblica.it
Mafia, no a vendita beni confiscati Sì dei giudici all'appello di Libera
Gran parte dei magistrati che si occupano di confische dei
beni alle cosche
aderiscono alla richiesta di don Ciotti di togliere la norma dalla Finanziaria
Don Ciotti
ROMA - I giudici scendono in campo
con don Ciotti per dire no alla vendita dei beni confiscati alla mafia. I
magistrati che si occupano di misure di prevenzione (e quindi specializzati nel
sequestro e confisca dei beni dei mafiosi) sono poche decine e in 40, in pochi
giorni, hanno firmato l'appello di Libera contro la vendita dei beni immobili
confiscati prevista dalla legge finanziaria. Condividono l'allarme di Don
Ciotti tutti i giudici delle sezioni misure di prevenzione dei Tribunali di
Napoli, Milano, Reggio Calabria, Catania,
Caltanissetta; moltissimi giudici degli altri principali Tribunali che si
occupano di sequestri e confische antimafia; pubblici ministeri e procuratori.
"Invece di vendere i beni confiscati che, attraverso prestanomi rischiano
di tornare alla mafia - dice Francesco Menditto giudice delle misure di
prevenzione a Napoli - occorre accelerare i procedimenti di confisca e di
destinazione a fini sociali.
Le mafie non si combattono solo con la repressione ma anche con gesti di alto
valore simbolico, oltre che pratico: con la destinazione a fini socialmente
utile dei patrimoni confiscati si riafferma la legalità e si restituiscono alla
comunità i beni sottratti con l'intimidazione e la violenza".
26 novembre 2009 - ANSA
DDL LAVORO PRIVO DI MISURE ADEGUATE AI LAVORATORI E ALLE IMPRESE
ROMA,
26 NOV - Il Partito democratico ha votato contro il ddl lavoro
perche' 'privo di misure adeguate per dare effettivo sostegno ai
lavoratori e alle imprese e, come se non bastasse, introduce norme
che minano il diritto del lavoro': cosi' la senatrice Rita Ghedini,
relatrice di minoranza, ha motivato il voto contrario del suo gruppo
al provvedimento approvato stamane in Aula al Senato.
'Come Pd -
ha detto Ghedini
- avremmo voluto svolgere una discussione di merito su una serie di
proposte presentate per portare il Paese alla ripresa dello sviluppo
e che attengono il lavoro, la sua tutela e valorizzazione, la
promozione di politiche di innovazione del mercato del lavoro capaci
di coniugare flessibilita' di utilizzo e sicurezza di impiego, la
lotta al lavoro nero, le pari opportunita' e la valorizzazione del
lavoro femminile come risorsa economica. Quel che il governo ha
prodotto - ha aggiunto la senatrice del Pd - e' stato tutt'altro. Dal
rinvio della delega sui lavori usuranti, ponendo cosi' limiti
all'accesso a un diritto soggettivo garantito dalla legge, alla
mancata riforma degli ammortizzatori sociali; dalla creazione di un
comitato unico di garanzia sulle pari opportunita' che svilisce le
politiche di genere e confina la donna in un recinto anziche'
valorizzarla come risorsa; dalla istituzione di un arbitrato
incontrollabile e selvaggio - ha concluso - all'invasione della legge
in materie affidate alla contrattazione'.
22 novembre 2009 - L'Unità
Le mani su cose nostre
Lungaggini burocratiche e ipoteche dal valore esorbitante. Ecco perchè, grazie ad un emendamento della finanziaria, i beni confiscati alla mafia ora rischiano di tornare nella disponibilità di Cosa Nostra21 novembre 2009 - Lavoce.info
QUANDO IL PADRINO SI RIPRENDE I BENI CONFISCATI
Il governo modifica la destinazione dei beni sottratti alle mafie. Non tornano più alla società civile, ma sono dirottati ai ministeri e alle spese correnti, tramite aste pubbliche. Si tratta di una norma frettolosa e incoerente sotto il profilo giuridico. E' inefficiente dal punto di vista economico e amplia l'area di illegalità perché incentiva i mafiosi a cercare prestanomi in ambienti sempre più allargati. E i ricavi per lo Stato potrebbero essere davvero minimi. La logica sembra quella di sottrarre sequestri penali e misure di prevenzione al controllo del giudice.21 novembre 2009 - l'Unità

