RASSEGNA STAMPA

26 ottobre 2011 - Dire

PENSIONI. SENATORI PD: MINISTRO SACCONI RIFERISCA IN SENATO

GOVERNO NE PARLA OVUNQUE MA NON NEI LUOGHI DEPUTATI

"E' inconcepibile, intollerabile, inutile, e quindi, in questa fase, e' dannoso continuare l'operativita' usuale della Commissione lavoro di Palazzo Madama". Lo affermano i senatori del Pd Tamara Blazina, Rita Ghedini, Paolo Nerozzi, Achille Passoni, Giorgio Roilo e Tiziano Treu.
"Mentre il governo si presenta all'Eurogruppo con una lettera che assume impegni economici e sociali di grande portata, che probabilmente implicheranno conseguenze sul lavoro, la previdenza, le tutele sociali, mentre da settimane impazza il dibattito sulle pensioni, mentre le rappresentanze delle imprese e del lavoro da mesi vicariano il governo nel delineare le linee di politica economica e del lavoro, la Commissione lavoro impegna due giorni di pseudo discussione a trattare della possibile ridefinizione dell'allocazione di qualche milione di euro all'interno di un bilancio cristallizzato, quello del Ministero del Lavoro, che sembra totalmente altro rispetto alle criticita' in corso. E lo fa- aggiungono i senatori del Pd- in perfetta solitudine, in presenza del solo capogruppo di maggioranza, dato che oggi erano assenti tutti i Commissari del PdL e della Lega, e alla presenza di un sottosegretario visibilmente in difficolta' a fornire risposta di merito a tutti i quesiti proposti. Ma per il relatore 'e' colpa dell'Europa o di qualche Paese della Ue, eccetera eccetera... se non si puo' svolgere un dibattito di merito, pienamente libero e democratico, perche' i tempi e contenuti sono decisi altrove'.
Ecco come il relatore giustifica l'amputazione di fatto della discussione di merito in Commissione".
"Abbiamo chiesto in maniera perentoria la presenza del Ministro, abbiamo chiesto che di pensioni, riforma del mercato del lavoro e di tentativi continui di 'smontaggio' delle tutele, spacciati per incentivi alla competitivita' si possa discutere nel merito, in Commissione, non ovunque all'infuori che nel luogo deputato. Lo pretendiamo non solo per rispetto delle Istituzioni, ma perche' se e' vero che la situazione e' drammatica, la si puo' affrontare solo con la massima trasparenza e con il contributo di tutte le forze in campo", concluddono i senatori del Pd.

19 ottobre 2011 - La Repubblica

Bredamenarini interviene il Pd

L'articolo

15 settembre 2011 - Europa

Quel colpo di mano sull’articolo 8

L'articolo 8 della manovra non "scassa" solo il diritto del lavoro, scuote la democrazia. La mia prima riflessione di fronte a questo articolo è relativa all'effetto di scardinamento delle relazioni fra istituzioni e corpi sociali su cui si regge la nostra democrazia.
Schematizzando: nell'impianto di tutela dei diritti e dei doveri su cui poggia la nostra democrazia, appaiono fondamentali la distinzione dei poteri delle istituzioni e il rapporto dialettico tra questi e la società civile.

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27 agosto 2011 - Sole24ore

Riforma, previdenza, disponibilità bipartisan a ritocchi (le risposte degli onorevoli ai quesiti del "Sole".

    Il contributo di solidarietà va corretto? Se sì, come? (alleggerimento, quoziente familiare, etc.)

In una fase straordinaria chi ha di più deve contribuire di più: un’imposta straordinaria sui redditi alti mi pare equa, ad una condizione: che paghino tutti, lavoratori dipendenti pubblici, privati e autonomi, in misura proporzionale al reddito e progressiva; e con una correzione: che i carichi di famiglia non siano neutri.

    E’ favorevole all’ipotesi di aumentare le aliquote Iva? Come?

Scelta delicata per i possibili effetti regressivi, di aumento indiretto della pressione fiscale sulle persone che spendono tutto il proprio reddito per i bisogni primari. Se si rendesse necessaria, ad es per evitare un taglio orizzontale alle agevolazioni fiscali per persone e famiglie ancora più devastante, andrà modulato accuratamente sia il paniere sia l’aliquota, salvaguardando i consumi diffusi.

3-     E’ d'accordo con una riforma più incisiva delle pensioni?

Un tema così delicato non può, per ragioni di stabilità sociale, essere continuamente oggetto di interventi (una decina in 3 anni, 2 in 20 gg!). Qualsiasi intervento ulteriore ha 2 condizioni: non può essere destinato a fare cassa; deve essere orientato in favore dei soggetti  che con maggiore difficoltà riescono a consolidare una pensione accettabile: le donne e i giovani

  E’ favorevole all’ipotesi di tassare i capitali scudati?

Si, è una misura di equità, qualificabile come saldo di un reale debito fiscale nei confronti dello Stato e della collettività; sono possibili forme per sottoporre a tassazione, attraverso accordi internazionali (vd Francia e Germania v/ Svizzera), anche i capitali detenuti nei cd “paradisi fiscali”.

    E’ auspicabile uno scudo bis?

Assolutamente no: quello precedente è stato fallimentare, oltre ad essere profondamente iniquo e promotore di ulteriore evasione ed illegalità.

 Bisogna alleggerire i tagli agli enti locali?

Si, gli Enti Locali sono il primo sostegno ai bisogni delle persone e delle famiglie ed un importante motore per l’economia dei territori, in particolare in una situazione di imprenditorialità diffusa come la nostra; occorre spostare la riduzione della spesa complessiva, introducendo seriamente la spending rewiew.

L'articolo cartaceo

23 agosto 2011 - Il Corriere di Bologna

La lettera al Corriere di Bologna sulle parafarmacie

Caro Direttore,
sono prima firmataria di una proposta di legge per l'estensione della vendita dei farmaci di fascia «C» negli «esercizi commerciali» di vicinato (parafarmacie) e nei «corner» dei supermercati. La mia proposta, che è parte del pacchetto per le liberalizzazioni del Pd, prevede che i farmaci prescrivibili, cioè vendibili sotto presentazione di ricetta medica, ma non rimborsati dal Ssn, siano dispensabili esclusivamente dal farmacista anche negli esercizi commerciali citati. Si tratta, in sostanza, dello step successivo alla prima liberalizzazione operata dal governo Prodi nel 2006.

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18 agosto 2011 - L'informazione

La manovra si può cambiare

La prossima settimana, o al massimo quella successiva, i parlamentari del centrosinistra incontreranno gli amministratori locali per discutere della manovra del Governo che da ieri è approdata all’esame del Senato.
L’obiettivo è valutare le ricadute e avviare una battaglia politica che cambi la manovra di segno, salvando il salvabile. Se la Cisl si mantiene prudente rimandando ogni contromossa a settembre quando le parti sociali si siederanno al tavolo con gli enti locali, mentre la Cgil ritiene che le misure governative vadano rovesciate e preme per uno sciopero generale in tempi rapidissimi, il Pd sceglie una via di mezzo. «Non possiamo aspettare certo settembre - spiega la senatrice bolognese Rita Ghedini, responsabile dell’Economia per il Pd - ma di questa manovra   s i pos sono  s a l va re ,   con qualche correzione, i pochi elementi che vanno in direzione della crescita».

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