RASSEGNA STAMPA

29 giugno 2009 - DIRE

LAVORO. MARCONI GOMMA, GHEDINI (PD): IMPUTAZIONI A RISCHIO? "SCHEDE SOSTANZE CARENTI;TEST PREVENTIVO AVREBBE EVITATO SCOPPIO"

Bologna, 29 giu. - La senatrice del Partito democratico Rita Ghedini non e' convinta che il "decreto correttivo" al testo unico sulla sicurezza sul lavoro (l'ex 626) porti con se' solo effetti positivi. Anzi: per la parlamentare bolognese il provvedimento porta con se' alcune ombre. Una su tutte: nella "formulazione attuale", il provvedimento potrebbe diminuire (escludendo "i titolari dell'impresa chimica produttrice delle sostanze reagenti") il numero di imputati nel procedimento aperto a seguito dello scoppio di un macchinario alla Marconi Gomma di Sasso Marconi, nel bolognese. Nello stabilimento, lo scorso 17 novembre, l'esplosione di un macchinario causo' la morte di due lavoratori. Morti 'facilmente' evitabili? Secondo i pareri tecnici acquisiti durante le indagini, fa presente Ghedini in un'interrogazione discussa in Senato giovedi', "una preliminare valutazione e prova in vitro dei reagenti avrebbe consentito di evitare l'esplosione".

Insomma, "quasi otto mesi dopo" la tragedia, Marconi Gomma torna di strettissima attualita'. Alla fine del percorso istruttorio, riferisce Ghedini, alcune "rilevanze specifiche" portano "a stabilire che l'incidente sembra con tutta probabilita' attribuibile ad uno scoppio imprevisto legato alle caratteristiche chimiche delle sostanze utilizzate nel processo di produzione della mescola per i pneumatici". Rischio di scoppio, mette ben in chiaro la parlamentare, "che le schede tecniche delle sostanze utilizzate non riportavano".

Un passaggio, questo, che sposta l'attenzione sui produttori stessi delle sostanze che vennero inserite nel miscelatore e che fecero 'saltare in aria' il macchinario. E "questo ci porta a riflettere immediatamente- dice Ghedini- su alcuni elementi specifici contenuti nel decreto correttivo" del testo unico sulla sicurezza sul lavoro, il cui iter si e' concluso mercoledi' scorso con il voto in commissione sui pareri. Il Pd, ricorda la senatrice, ha insistito "sull'assoluta necessita' che il provvedimento del Governo ponga fortissima attenzione sulla valutazione dei rischi inerenti l'intero processo produttivo". Purtroppo "l'incidente avvenuto a Sasso Marconi conferma la validita' delle nostre preoccupazioni, in particolare su un aspetto ulteriore che il decreto mette potenzialmente in discussione". Ovvero, sottolinea Ghedini, "quello della certificazione del documento di valutazione rispetto ai processi e ai macchinari". Perche' "la certificazione di tutti gli elementi, in questo caso a partire dalle sostanze chimiche che concorrono al processo di produzione, non puo' essere presunto ma deve essere accertato". E, sia chiaro, questi accertamenti devono essere affidati "a soggetti tecnicamente qualificati e assolutamente terzi rispetto alle parti coinvolte".

Non solo. Per Ghedini, c'e' un'altra modifica sostanziale da inserire nel provvedimento: la previsione di "tutte le cautele che possono consentire di prevenire" incidenti. Che "non possono essere essere liquidati come fatalita' o come eventi non programmabili o non prevedibili". Nel caso specifico, "com'e' stato sottolineato dei tecnici intervenuti nell'indagine", sarebbe bastato un test in vitro, appunto, e forse non ci sarebbe stata alcuna tragedia.

Tornando al testo, pero', e ai suoi possibili effetti sul procedimento che impegna da mesi la Procura di Bologna, la senatrice rivolge un'ulteriore domanda all'esecutivo (rappresentato in aula dal sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli). "In questo procedimento- ricorda Ghedini- saranno imputati, tra gli altri, i titolari dell'impresa chimica produttrice delle sostanze reagenti. Mi chiedo e chiedo al Governo" se cio' "sara' ancora possibile" dopo l'emanazione "nella formulazione attuale" del decreto correttivo. Forse, e' l'auspicio finale di Ghedini, il testo andrebbe riformulato: "Cosi' com'e' mette a fortissimo rischio la cultura della prevenzione e della sicurezza e, conseguentemente, la vita e la salute di moltissimi lavoratori".

Dal canto suo Viespoli si limita ad assicurare alla senatrice "che tutti i lavoratori coinvolti nell'infortunio, regolarmente assunti, sono stati oggetto di regolare segnalazione alla sede Inail di Bologna". E che l'esecutivo e' intenzionato ad "incrementare ancor di piu' i propri sforzi" per ridurre "l'incidenza degli infortuni sul lavoro". E appena concluse le istruttorie, afferma Viespoli, "sara' mia cura informarne personalmente i senatori".

25 giugno 2009 - Testate nazionali e internazionali

LA STAMPA DI TUTTO IL MONDO RIPRENDE L'APPELLO ALLE FIRST LADIES

STAMPA INTERNAZIONALE

 

Nature:

http://blogs.nature.com/news/thegreatbeyond/

 

The New York Times

http://www.nytimes.com/2009/06/24/opinion/24dowd.htm?_r=1

 

El Mundo

http://www.elmundo.es/elmundo/2009/06/23/internacional/1245742567.html

 

El Pais

http://www.elpais.com/articulo/internacional/manifiesto/mujeres/pide/primeras/damas/acudan/G-8/elpepiint/20090623elpepiint_9/Tes?print=1

 

The Times

http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6558012.ece

 

Daily Telegraph

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/5610944/Wives-of-G8-leaders-urged-to-boycott-summit-over-sexist-Berlusconi.html

 

The firespot UK

http://www.thefirstpost.co.uk/49393,news,first-wives-urged-sexist-pm-silvio-berlusconi

 

Yahoo india

http://in.news.yahoo.com/139/20090623/882/twl-indignant-italian-women-academics-fi.html

 

androkronos

http://www.adnkronos.com/AKI/English/Politics/?id=3.0.3457363368

 

The sydney morning herald

http://www.smh.com.au/world/g8-wives-urged-to-boycott-summit-20090624-cwrn.html

 

G8Live Toronto

http://g8live.org/2009/06/23/leaders-wives-urged-to-snub-g8-summit-as-women-rally-against-sexist-berlusconi/

 

The age

http://www.theage.com.au/world/first-ladies-urged-to-shun-sexist-berlusconi-20090624-cwrv.html

 

the Herald Bucharest

http://www.bucharestherald.com/worldnews/43-worldnews/3830-academic-women-fight-back-against-sexist-silvio-berlusconi

 

 

STAMPA NAZIONALE:

 

Repubblica riprende la stampa estera sull'appello

http://temi.repubblica.it/repubblicaspeciale-dieci-domande-a-berlusconi/category/la-vicenda-sulla-stampa-estera/

 

Libero 

http://www.libero-news.it/webeditorials/view/1657

 

Panorama

http://forum.panorama.it/viewtopic.php?pid=278920

23 giugno 2009 - Il Velino

G8, deputate Pd: First ladies disertino in segno di protesta Roma

- "Aderiamo con convinzione all'appello lanciato da alcune docenti universitarie affinche' le first ladies disertino il G8 in segno di protesta per il modo in cui Silvio Berlusconi tratta le donne, sulla scena pubblica come su quella privata". Lo dicono le parlamentari del Pd Rita Ghedini, Albertina Soliani, Sandra Zampa e Donata Lenzi. "L'indignazione di queste docenti universitarie per i comportamenti e i toni del presidente del Consiglio nei confronti delle donne e' anche la nostra - sottolineano le parlamentari del Pd - A parte le vicende personali, che comunque ormai hanno assunto il profilo di questioni di etica pubblica, cio' che si contesta al premier sono le sue pratiche di selezione e reclutamento del personale politico, che offendono profondamente la dignita' delle donne. La diserzione da parte delle first ladies del G8 che si svolgera' in Italia - concludono le parlamentari del Pd - sarebbe in questo senso un segnale importante di solidarieta' nei confronti delle donne del nostro Paese".

23 giugno 2009 - ANSA

G8: PARLAMENTARI PD A FIRST LADIES, DISERTATE VERTICE

G8: PARLAMENTARI PD A FIRST LADIES, DISERTATE VERTICE (ANSA) - ROMA, 23 GIU - Le parlamentari del Pd Rita Ghedini, Albertina Soliani, Sandra Zampa e Donata Lenzi hanno reso noto la loro adesione all'appello lanciato da alcune docenti universitarie affinche' le first ladies disertino il G8 'in segno di protesta per il modo in cui Silvio Berlusconi tratta le donne, sulla scena pubblica come su quella privata'.
'L'indignazione di queste docenti universitarie per i comportamenti e i toni del presidente del Consiglio nei confronti delle donne e' anche la nostra. A parte le vicende personali, che comunque ormai hanno assunto il profilo di questioni di etica pubblica, cio' che si contesta al premier - sottolineano le parlamentari del Pd - sono le sue pratiche di selezione e reclutamento del personale politico, che offendono profondamente la dignita' delle donne'.
'La diserzione da parte delle first ladies del G8 che si svolgera' in Italia - concludono le parlamentari - sarebbe in questo senso un segnale importante di solidarieta' nei confronti delle donne del nostro Paese'.(ANSA).

23 giugno 2009 - Adnkronos

G8: PARLAMENTARI PD, ADERIAMO AD APPELLO PERCHE' FIRST LADIES DISERTINO VERTICE IN SEGNO DI PROTESTA PER IL MODO IN CUI IL PREMIER TRATTA LE DONNE

Roma, 23 giu. - (Adnkronos) - "Aderiamo con convinzione all'appello lanciato da alcune docenti universitarie affinche' le first ladies disertino il G8 in segno di protesta per il modo in cui Silvio Berlusconi tratta le donne, sulla scena pubblica come su quella privata". E' quanto affermano, in una nota, le parlamentari del Pd, Rita Ghedini, Albertina Soliani, Sandra Zampa e Donata Lenzi.

"L'indignazione di queste docenti universitarie per i comportamenti e i toni del presidente del Consiglio nei confronti delle donne e' anche la nostra -sottolineano le parlamentari del Pd- a parte le vicende personali, che comunque ormai hanno assunto il profilo di questioni di etica pubblica, cio' che si contesta al premier sono le sue pratiche di selezione e reclutamento del personale politico, che offendono profondamente la dignita' delle donne. La diserzione da parte delle first ladies del G8 che si svolgera' in Italia -concludono- sarebbe in questo senso un segnale importante di solidarieta' nei confronti delle donne del nostro Paese".

23 giugno 2009 - APC

Verso G8/ Parlamentari Pd sottoscrivono appello a first ladies Disertare il summit è un importante segno di protesta

Roma, 23 giu. (Apcom) - Le parlamentari del Pd Rita Ghedini, Albertina Soliani, Sandra Zampa e Donata Lenzi aderiscono "con convinzione" all'appello lanciato da alcune docenti universitarie affinché le first ladies disertino il G8 "in segno di protesta per il modo in cui Silvio Berlusconi tratta le donne, sulla scena pubblica come su quella privata".
"L'indignazione di queste docenti universitarie per i comportamenti e i toni del Presidente del Consiglio nei confronti delle donne è anche la nostra - sottolineano le parlamentari del Pd - A parte le vicende personali, che comunque ormai hanno assunto il profilo di questioni di etica pubblica, ciò che si contesta al premier sono le sue pratiche di selezione e reclutamento del personale politico, che offendono profondamente la dignità delle donne. La diserzione da parte delle first ladies del G8 che si svolgerà in Italia - concludono le parlamentari del Pd - sarebbe in questo senso un segnale importante di solidarietà nei confronti delle donne del nostro Paese".
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