21 gennaio 2010 - DIRE
CARCERE BOLOGNA. PD: ALFANO DICA SE SORGERÀ NUOVO PADIGLIONE INTERROGAZIONE DI 3 SENATORI CHE ELENCANO TUTTI I PROBLEMI APERTI
Bologna, 21 gen. - L'ipotesi di realizzare un padiglione accanto al carcere della Dozza di Bologna (per ospitare altre 200 persone), dopo essere stata bocciata da Desi Bruno, garante dei detenuti nel capoluogo emiliano, ora finisce al centro di una interrogazione dei senatori Pd al Guardasigilli Angelino Alfano.I parlamentari democratici bolognesi Rita Ghedini, Gian Carlo Sangalli e Walter Vitali hanno infatti presentato un'interrogazione a risposta orale al presidente del Consiglio dei Ministri e al ministro Alfano per sapere "se fra le sedi individuate per la realizzazione di nuove strutture di detenzione vi sia anche Bologna" e se, in caso di risposta affermativa, la si ritenga una "risposta adeguata e sufficiente alla grave situazione carceraria cittadina". Chiedono, inoltre, "se e con quali risorse ritengano che debbano essere affrontati i gravissimi problemi di manutenzione e ripristino della struttura esistente".
I senatori Pd pongono poi altre questioni: le carenze di organico della Polizia penitenziaria, i "seri problemi di manutenzione straordinaria ed ordinaria", la mancanza di risorse per il lavoro, la gestione "di una vastissima popolazione di detenuti tossicodipendenti o sofferenti psichici". La situazione della Dozza (1.200 contro una capienza di 423 posti), tra l'altro, era stata denunciata dai tre senatori in due precedenti interrogazioni (gennaio e maggio 2009) "che non hanno pero' avuto risposta". E nel frattempo del Piano straordinario per l'edilizia carceraria, non si ha traccia di "alcun documento formale, ne' di alcun provvedimento del Governo", concludono i democratici.17 gennaio 2010 - L'Informazione
L'azienda garantisca i diritti dei lavoratori della Sabe
22 dicembre 2009 - Ansa
FINANZIARIA:FINOCCHIARO,SU BENI MAFIA GRAVE IMPATTO IMMAGINE
La questione della vendita dei beni confiscati alla mafia per reperire risorse, inserita nellaFinanziaria, potrebbe essere considerata solo da un punto di vista economico ''se fossimo nel migliore dei mondi possibili, se fossimo in Svizzera o in Svezia, questi sono i sogni di un Peter Pan dell'Antimafia''. Lo ha detto la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, replicando in Aula a Palazzo Madama al senatore del Pdl Luigi Ramponi che era intervenuto su questo tema attaccando, tra l'altro, il senatore del Pd, Costantino Garraffa che lo stava contestando sulla questione. ''Il problema - ha detto la Finocchiaro - non e' quello esclusivo del bene, ma il fatto che torna a comandare lo Stato e non la mafia, si tratta di un valore simbolico. Tutti coloro che conoscono queste cose sanno quanto la mafia sia una delle organizzazioni piu' strutturate anche dal punto di vista culturale o politico''. E dunque l'impatto che puo' avere ''il fatto che un capomafia possa tornare ad abitare di nuovo in un bene sequestrato''. ''Nessuno - ha concluso la Finocchiaro - vuole ipotizzare una corresponsabilita', ma vi invitiamo a valutare in maniera piu' profonda questa disposizione''.
22 dicembre 2009 - DIRE
FINANZIARIA. FINOCCHIARO: SIMBOLICO PER MAFIA RIACQUISTARE BENI A MAGGIORANZA CHE RUMOREGGIA DICE: "NON FATE GLI SCIOCCHINI"
La questione della vendita dei beni confiscati alla mafia per reperire risorse potrebbe essere considerata solo da un punto di vista economico "se fossimo nel migliore dei mondi possibili, se fossimo in Svizzera o in Svezia, ma questi sono i sogni di un Peter Pan dell'Antimafia. Per la mafia riacquistare un bene non ha soltanto un valore economico, ma ha un valore simbolico. Sgnifica che la mafia torna e comanda in quella casa, non lo Stato". Anna Finocchiaro, presidente di senatori del Pd, interviene, anche con una certa veemenza, nell'aula del Senato sull'emendamento a sua firma che sopprime il comma della finanziaria che consente la vendita dei beni confiscati alla mafia. Un intervento anche per replicare al senatore Luigi Ramponi (Pdl) che in precedenza su questo tema aveva attaccato il senatore del Pd Costantino Garraffa. E di fronte al brusio di contrarieta' che si alza dai banchi della maggioranza, alzando gli occhi esclama: "Non fate gli sciocchini". Poi riprende il filo del suo discorso e spiega che "chi lavora da quelle parti sa che la mafia non e' una semplice banda di malfattori, ma e' la prima delle organizzazioni piu' strutturate dal punto di vista culturale, simbolico e politico. Un capomafia che abita un luogo che poteva diventare una scuola vale di piu' di quanto quell'immobile potrebbe valere sul mercato". Insomma, conclude la senatrice del Pd, "qui nessuno dice che tutto cio' venga fatto intenzionalmente, stiamo soltanto richiamando l'aula a una valutazione piu' profonda di questa disposizione". Un richiamo che pero' non sortisce nessun effetto vista la bocciatura dell'emendamento da parte dell'aula.22 dicembre 2009 - AGI
FINANZIARIA: FINOCCHIARO, VENDITA BENI MAFIA E' GRAVE ERRORE
"La questione della vendita dei beni confiscati alla mafia per reperire risorse, inserita nella Finanziaria, potrebbe essere considerata solo da un punto di vista economico se fossimo nel migliore dei mondi possibili, se fossimo in Svizzera o in Svezia, questi sono i sogni di un Peter Pan dell'Antimafia". Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, intervenendo nell'aula di Palazzo Madama sulla questione della vendita degli immobili confiscati alla mafia inserita nella Finanziaria. "Il valore della legge che trasforma in ricchezza sociale la ricchezza della mafia - ha proseguito Anna Finocchiaro - non e' un valore economico, e' un valore simbolico, e questo lo sanno bene tutti coloro i quali lavorano su queste questioni. La mafia non e' una banda di malfattori, lo dico sapendo il sacrilegio che compio, ma e' una delle organizzazioni piu' strutturate dal punto di vista culturale, simbolico e politico che si conoscano. Questo e' il punto. Il fatto che un capomafia torni ad abitare un luogo che potrebbe diventare una caserma o una scuola vale molto di piu' di quanto non possa valere sul mercato quell'immobile. E' questa la questione. Nessuno qua sta dicendo che ci sia neanche lontanamente ipotizzabile una corresponsabilita', stiamo soltanto richiamando l'aula del Senato a una valutazione piu' profonda di questa disposizione. Ne' piu' e Ne' meno".05 dicembre 2009 - l'Unità

