RASSEGNA STAMPA

21 novembre 2009 - l'Unità

Lucarelli suona la sveglia: «Bologna sonnecchia da un bel po’»

«Gli amministratori locali tendono ancora a sottovalutare, pernondire che spesso prendono con fastidio, l'affermazione che la criminalità organizzata è da tempo presente anche qui al Nord».

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17 novembre 2009 - il Velino

Mafia, Ghedini (Pd): Enti locali contro vendita beni confiscati

Roma, 17 NOV (Velino) - "Reagendo all'approvazione dell'emendamento approvato al Senato in sede di Finanziaria che dispone la possibilita' di vendita dei beni confiscati alle organizzazioni criminali, l'associazione AvvisoPubblico, l'associazione degli enti locali e delle Regioni per la formazione civile contro le mafie, ha inviato una lettera al Presidente Napoletano, ai presidenti delle Camere, a tutti i segretari di Partito e a tutti i capigruppo dei gruppi parlamentari, invitandoli a 'votare contro il provvedimento approvato dal Senato per evitare che i principi della legge 109/96 siano cancellati per ragioni di carattere economico-finanziario'". Lo dice la senatrice del Pd Rita Ghedini. "La mobilitazione di AvvisoPubblico - prosegue - e' assolutamente opportuna: me ne rallegro. AvvisoPubblico associa piu' di 150 tra enti locali e Regioni, governati da amministrazioni di ogni 'colore' che condividono l'obiettivo di prevenzione e contrasto all'infiltrazione mafiosa nel governo degli enti locali, anche attraverso percorsi di educazione alla legalita' democratica".
"AvvisoPubblico - prosegue la nota dell'esponente Democratica - ha, inoltre, promosso la discussione e l'approvazione di un ordine del giorno di censura del provvedimento presso tutte le Assemblee degli enti associati. Nessuno meglio dei Comuni puo' riconoscere concretamente la forza di cambiamento contenuta nella destinazione sociale dei beni confiscati. I Comuni che ne sono destinatari hanno materialmente sperimentato sia il valore simbolico e il potere di trasformazione culturale del loro riuso sociale (basta pensare alle ville dei boss, trasformate in caserme dei Carabinieri), sia la capacita' di trasformazione economica del territorio. Beni improduttivi, o destinati alla ricchezza di uno soltanto, sono divenuti beni collettivi, che hanno dato 'terra e lavoro', cioe' diritti, ad intere comunita', fino ad allora destinatarie solamente di 'lavori'. Spero vivamente che l'iniziativa di AvvisoPubblico raccolga il piu' largo consenso e che il governo cambi rapidamente rotta".

17 novembre 2009 - Italpress

FINANZIARIA: PD "GRAVISSIMO VENDERE BENI CONFISCATI PER FARE CASSA"

ROMA (ITALPRESS) - "Nel maxiemendamento presentato dal governo alla legge Finanziaria 2010 si dispone che i beni confiscati alle organizzazioni criminali non assegnati a tre mesi dalla confisca, siano posti in vendita". Lo annuncia la senatrice del Pd Rita Ghedini, che aggiunge: "Nulla si dispone circa l'accertamento delle ragioni che non abbiano consentito l'assegnazione in tempi cosi' brevi. Senza entrare nel merito, basti un dato per tutti: attualmente possono passare da pochi mesi fino a dieci anni dalla confisca all'assegnazione".
"La competenza del processo di vendita sara' del Demanio, cioe' del Ministero dell'Economia e non piu' del Ministero degli Interni, che dovra' portarlo a termine entro sei mesi. Le risorse incamerate dalla vendita andranno a finanziare i bilanci del Ministero degli Interni e del Ministero della Giustizia".
"Unico diaframma al pericolo, concreto e gravissimo, che siano le stesse organizzazioni criminali a ricomprare tramite prestanomi i patrimoni loro sottratti, un'informativa del Prefetto sui requisiti dell'acquirente. Si tratta di un intervento che sconvolge completamente il merito e il senso, definito dalla Legge Rognoni-La Torre (pagata col sangue) e dalla Legge 109/96 ottenuta grazie alla volonta' di migliaia di cittadini".
"Quelle leggi - spiega Ghedini - affermano che le mafie si battono sottraendo loro potere economico e strumenti di consenso sociale, promuovendo l'economia legale e civile, dando ai territori violati e depredati 'terra e lavoro', quali strumenti fondativi del diritto di cittadinanza. Le giuste esigenze di risorse per il funzionamento della sicurezza e della giustizia - conclude la senatrice del Pd - non possono essere soddisfatte sottraendo alle comunita' la possibilita' di riappropriarsi del diritto alla vita".

17 novembre 2009 - 9Colonne

MAFIA, GHEDINI (PD): ANCHE ENTI LOCALI E REGIONI CONTRO VENDITA BENI

Roma, 17 nov - "Reagendo all'approvazione dell'emendamento approvato al Senato in sede di Finanziaria che dispone la possibilità di vendita dei beni confiscati alle organizzazioni criminali, l'associazione AvvisoPubblico, l'associazione degli Enti locali e delle Regioni per la formazione civile contro le mafie, ha inviato una lettera al Presidente Napoletano, ai presidenti delle Camere, a tutti i segretari di partito e a tutti i capigruppo dei gruppi parlamentari, invitandoli a 'votare contro il provvedimento approvato dal Senato per evitare che i principi della legge 109/96 siano cancellati per ragioni di carattere economico-finanziario'". Lo dice la senatrice del Pd Rita Ghedini. "La mobilitazione di AvvisoPubblico - prosegue Rita Ghedini - è assolutamente opportuna: me ne rallegro.
AvvisoPubblico associa più di 150 tra Enti Locali e Regioni, governati da Amministrazioni di ogni 'colore' che condividono l'obiettivo di prevenzione e contrasto all'infiltrazione mafiosa nel governo degli enti locali, anche attraverso percorsi di educazione alla legalità democratica. AvvisoPubblico ha, inoltre, promosso la discussione e l'approvazione di un Ordine del Giorno di censura del provvedimento presso tutte le Assemblee degli Enti associati.
Nessuno meglio dei Comuni può riconoscere concretamente la forza di cambiamento contenuta nella destinazione sociale dei beni confiscati. I Comuni che ne sono destinatari hanno materialmente sperimentato sia il valore simbolico e il potere di trasformazione culturale del loro riuso sociale (basta pensare alle ville dei boss, trasformate in caserme dei Carabinieri!), sia la capacità di trasformazione economica del territorio. Beni improduttivi, o destinati alla ricchezza di uno soltanto, sono divenuti beni collettivi, che hanno dato 'terra e lavoro', cioè diritti, ad intere comunità, fino ad allora destinatarie solamente di 'lavori'. Spero - conclude Rita Ghedini - vivamente che l'iniziativa di AvvisoPubblico raccolga il più largo consenso e che il Governo cambi rapidamente rotta".

17 novembre 2009 - 9Colonne

MAFIA, GHEDINI (PD): ANCHE ENTI LOCALI E REGIONI CONTRO VENDITA BENI

Roma, 17 nov - "Reagendo all'approvazione dell'emendamento approvato al Senato in sede di Finanziaria che dispone la possibilità di vendita dei beni confiscati alle organizzazioni criminali, l'associazione AvvisoPubblico, l'associazione degli Enti locali e delle Regioni per la formazione civile contro le mafie, ha inviato una lettera al Presidente Napoletano, ai presidenti delle Camere, a tutti i segretari di partito e a tutti i capigruppo dei gruppi parlamentari, invitandoli a 'votare contro il provvedimento approvato dal Senato per evitare che i principi della legge 109/96 siano cancellati per ragioni di carattere economico-finanziario'". Lo dice la senatrice del Pd Rita Ghedini. "La mobilitazione di AvvisoPubblico - prosegue Rita Ghedini - è assolutamente opportuna: me ne rallegro.
AvvisoPubblico associa più di 150 tra Enti Locali e Regioni, governati da Amministrazioni di ogni 'colore' che condividono l'obiettivo di prevenzione e contrasto all'infiltrazione mafiosa nel governo degli enti locali, anche attraverso percorsi di educazione alla legalità democratica. AvvisoPubblico ha, inoltre, promosso la discussione e l'approvazione di un Ordine del Giorno di censura del provvedimento presso tutte le Assemblee degli Enti associati.
Nessuno meglio dei Comuni può riconoscere concretamente la forza di cambiamento contenuta nella destinazione sociale dei beni confiscati. I Comuni che ne sono destinatari hanno materialmente sperimentato sia il valore simbolico e il potere di trasformazione culturale del loro riuso sociale (basta pensare alle ville dei boss, trasformate in caserme dei Carabinieri!), sia la capacità di trasformazione economica del territorio. Beni improduttivi, o destinati alla ricchezza di uno soltanto, sono divenuti beni collettivi, che hanno dato 'terra e lavoro', cioè diritti, ad intere comunità, fino ad allora destinatarie solamente di 'lavori'. Spero - conclude Rita Ghedini - vivamente che l'iniziativa di AvvisoPubblico raccolga il più largo consenso e che il Governo cambi rapidamente rotta".

17 novembre 2009 - il Velino

Ghedini (Pd): Governo vende beni confiscati a mafia per far cassa

Roma, 13 NOV - "Nel maxiemendamento presentato dal governo alla legge Finanziaria 2010 si dispone che i beni confiscati alle organizzazioni criminali non assegnati a tre mesi dalla confisca, siano posti in vendita". Ad annunciarlo e' la senatrice del Pd Rita Ghedini che cosi' continua: "Nulla si dispone circa l'accertamento delle ragioni che non abbiano consentito l'assegnazione in tempi cosi' brevi. Senza entrare nel merito, basti un dato per tutti: attualmente possono passare da pochi mesi fino a dieci anni dalla confisca all'assegnazione. La competenza del processo di vendita sara' del Demanio, cioe' del ministero dell'Economia e non piu' del ministero degli Interni, che dovra' portarlo a termine entro sei mesi. "Le risorse incamerate dalla vendita - specifica la Ghedini - andranno a finanziare i bilanci del ministero degli Interni e del ministero della Giustizia.
Unico diaframma al pericolo, concreto e gravissimo, che siano le stesse organizzazioni criminali a ricomprare tramite prestanomi i patrimoni loro sottratti, un'informativa del Prefetto sui requisiti dell'acquirente. Si tratta di un intervento che sconvolge completamente il merito e il senso, definito dalla Legge Rognoni-La Torre (pagata col sangue) e dalla Legge 109/96 ottenuta grazie alla volonta' di migliaia di cittadini. Quelle leggi - spiega Ghedini - affermano che le mafie si battono sottraendo loro potere economico e strumenti di consenso sociale, promuovendo l'economia legale e civile, dando ai territori violati e depredati 'terra e lavoro', quali strumenti fondativi del diritto di cittadinanza. Le giuste esigenze di risorse per il funzionamento della sicurezza e della giustizia - conclude la senatrice del Pd - non possono essere soddisfatte sottraendo alle comunita' la possibilita' di riappropriarsi del diritto alla vita".


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