RASSEGNA STAMPA

18 maggio 2010 - L'Unità

Lavoro, colpo di mano del PdL

18 maggio 2010 - L'Unità

Lavoro, colpo di mano del PdL

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18 maggio 2010 - Avvenire

Lavoro, torna l'arbitrato. Bersani furioso

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18 maggio 2010 - Liberazione

Un piano contro il lavoro

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17 maggio 2010 - DIRE

DDL LAVORO. PD: INACCETTABILE RETROMARCIA GOVERNO SU ARBITRATO

"Sono stati depositati oggi in commissione tutti gli emendamenti al ddl lavoro e noi del Pd abbiamo visto confermati i timori di un'inaccettabile retromarcia del governo sulla questione dell'arbitrato". Lo dice la senatrice del Pd, Rita Ghedini.

"Il relatore- spiega la senatrice- ha eliminato le modifiche fatte introdurre dal Pd alla Camera, seppellendo la liberta' del lavoratore di decidere se rivolgersi al giudice o fare ricorso all'arbitrato. Si punta a procedere nuovamente con il testo originario che lede il diritto costituzionalmente garantito del cittadino di rivolgersi in ogni momento della propria vita alla magistratura".
Inoltre, prosegue Ghedini, "si riporta indietro il Paese di quasi cinquant'anni con la norma riportata all'art.32 del testo con il quale, di fatto, si abroga l'obbligo del liceziamento in forma scritta, imponendo alle lavoratrici e ai lavoratori una condizione d'incertezza insopportabile. Pensavamo che almeno questi diritti fondamentali fossero acquisiti anche dalla destra, ma dobbiamo invece amaramente prendere atto che non e' cosi'".

 


14 maggio 2010 - Corriere di Bologna

I dipendenti del teatro alla Cancellieri: «Paghi per noi le spese della protesta»

I dipendenti del teatro alla Cancellieri: «Paghi per noi le spese della protesta»
Il direttore del personale: aprire il Comunale costa. Orchestrali pronti ad andare in piazza con Mehta Il commissario: «Verrò incontro alle richieste». E ieri altro pienone
Dopo il pienone della terza serata di protesta, gli orchestrali del Teatro Comunale non hanno alcuna intenzione di fermarsi nella battaglia al decreto Bondi che mette seriamente a rischio le fondazioni liriche. Ma dal foyer del Comunale adesso la protesta potrebbe spostarsi in altri luoghi della città: nei musei, nelle scuole, ma anche in piazza Maggiore, dove i dipendenti del teatro sognano un concerto diretto da Zubin Mehta, criticato qualche giorno fa dal sovrintendente Marco Tutino per le sue «uscite demagogiche». «Il nostro obiettivo adesso— conferma Enrico Baldotto della Fials— è una grande manifestazione nella piazza principale della città». Ieri sera, intanto, al posto della terza serata della Carmen gli orchestrali hanno offerto ai cittadini un altro concerto gratuito e momenti di spettacolo con la lettura di brani di Pasolini da parte dell’attore Matteo Belli.
Tutto questo però potrebbe costare caro ai sindacati e ai lavoratori della fondazione di piazza Verdi. Il direttore del personale del teatro Maurizio Boschini, infatti, nel concedere il foyer per la manifestazione musicale aperta al pubblico l’altro giorno in una lettera ai sindacati (dove ribadisce «la necessità di un’immediata rimozione di qualsiasi genere di striscioni o manifesti lesivi della dignità e dell’immagine di Tutino») ha anche posto il problema delle spese per queste iniziative relative alla sicurezza dei locali e al personale per tenere aperto il teatro. Boschini ha poi invitato i sindacati a «rimuovere il presidio attualmente posto nell’area della sovrintendenza e negli ambienti adiacenti» e ha ribadito che anche per i concerti gratis servono «comunicazioni scritte con richieste preventive con almeno 24-48 ore di preavviso al fine di poter consentire un’analisi di tali richieste con la dovuta attenzione, specie per quanto riguarda gli aspetti organizzativi di pertinenza della direzione».
Ma è soprattutto sulla questione delle spese, stimate nell’ordine di 2.000-2.500 euro a serata, che i sindacati alzano la voce. «È stupefacente— attacca Enrico Baldotto della Fials-Cisal —: in tutti gli altri teatri i sovrintendenti appoggiano le iniziative...». E Francesco Sgroi della Fistel: «Se fossimo
in condizioni normali e con un sovrintendente normale forse queste cose non succederebbero, ma evidentemente ogni occasione è buona per mettere i bastoni fra le ruote. Ma se a questo punto il commissario volesse venirci incontro...Siamo in trincea da tre anni e l’aver già fatto tre giorni di sciopero per questi lavoratori è una cosa molto grossa».
Il commissario però non chiude la porta. Anzi. «Si tratta di manifestazioni sindacali— dice Anna Maria Cancellieri —: verrò sicuramente incontro ai lavoratori, se ne può parlare senza problema. Sottoporrò la questione a tutti, anche perché altrimenti si rischia di incorrere in atteggiamenti anti-sindacali. Certo, dipende anche quanto dura ancora la protesta...».
Stamattina sarà l’assemblea dei lavoratori a decidere con quali modalità continuare a far sentire la propria voce. Salterà certamente la prima di Edgar, ma anche le altre serate in programma sono a rischio. Intanto, però, continueranno gli incontri istituzionali. Sempre stamattina i sindacati incontreranno i rappresentanti del Pdl bolognese che porteranno direttamente al ministro Bondi le proprie valutazioni sul decreto. «Siamo decisi a far prendere al Pdl— scrivono Fabio Garagnani e Galeazzo Bignami— una posizione sul caso da portare poi all’attenzione del ministro». A portare il caso in Commissione Cultura al Senato ieri intanto è stato il Pd con Rita Ghedini: «Il ministro Bondi — ha detto la senatrice — si è detto disponibile a rivedere la propria posizione su alcuni punti».
Sul fronte locale, dopo l’apertura della Regione a un possibile ricorso contro il decreto, ieri anche la Provincia, con gli assessori alla Cultura e al Lavoro Giuliano Barigazzi e Giuseppe De Biasi, ha detto che «intende valutare insieme alla giunta Errani l’opportunità di presentare un ricorso alla Corte costituzionale».
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