RASSEGNA STAMPA

22 dicembre 2009 - Ansa

FINANZIARIA:FINOCCHIARO,SU BENI MAFIA GRAVE IMPATTO IMMAGINE

La questione della vendita dei beni  confiscati alla mafia per reperire risorse, inserita nella
Finanziaria, potrebbe essere considerata solo da un punto di  vista economico ''se fossimo nel migliore dei mondi possibili,  se fossimo in Svizzera o in Svezia, questi sono i sogni di un Peter Pan dell'Antimafia''. Lo ha detto la capogruppo del Pd,  Anna Finocchiaro,  replicando in Aula a Palazzo Madama al senatore del Pdl Luigi Ramponi che era intervenuto su questo tema attaccando, tra l'altro, il senatore del Pd, Costantino Garraffa che lo stava contestando sulla questione.    ''Il problema - ha detto la Finocchiaro - non e' quello esclusivo del bene, ma il fatto che torna a comandare lo Stato e non la mafia, si tratta di un valore simbolico. Tutti coloro che conoscono queste cose sanno quanto la mafia sia una delle organizzazioni piu' strutturate anche dal punto di vista culturale o politico''. E dunque l'impatto che puo' avere ''il fatto che un capomafia possa tornare ad abitare di nuovo in un bene sequestrato''.    ''Nessuno - ha concluso la Finocchiaro - vuole ipotizzare una corresponsabilita', ma vi invitiamo a valutare in maniera piu' profonda questa disposizione''.

22 dicembre 2009 - DIRE

FINANZIARIA. FINOCCHIARO: SIMBOLICO PER MAFIA RIACQUISTARE BENI A MAGGIORANZA CHE RUMOREGGIA DICE: "NON FATE GLI SCIOCCHINI"

La questione della vendita dei beni confiscati alla mafia per reperire risorse potrebbe essere considerata solo da un punto di vista economico "se fossimo nel migliore dei mondi possibili, se fossimo in Svizzera o in Svezia, ma questi sono i sogni di un Peter Pan dell'Antimafia. Per la mafia riacquistare un bene non ha soltanto un valore economico, ma ha un valore simbolico. Sgnifica che la mafia torna e comanda in quella casa, non lo Stato". Anna Finocchiaro, presidente di senatori del Pd, interviene, anche con una certa veemenza, nell'aula del Senato sull'emendamento a sua firma che sopprime il comma della finanziaria che consente la vendita dei beni confiscati alla mafia. Un intervento anche per replicare al senatore Luigi Ramponi (Pdl) che in precedenza su questo tema aveva attaccato il senatore del Pd Costantino Garraffa. E di fronte al brusio di contrarieta' che si alza dai banchi della maggioranza, alzando gli occhi esclama: "Non fate gli sciocchini".    Poi riprende il filo del suo discorso e spiega che "chi lavora da quelle parti sa che la mafia non e' una semplice banda di malfattori, ma e' la prima delle organizzazioni piu' strutturate dal punto di vista culturale, simbolico e politico. Un capomafia che abita un luogo che poteva diventare una scuola vale di piu' di quanto quell'immobile potrebbe valere sul mercato".    Insomma, conclude la senatrice del Pd, "qui nessuno dice che tutto cio' venga fatto intenzionalmente, stiamo soltanto richiamando l'aula a una valutazione piu' profonda di questa disposizione".    Un richiamo che pero' non sortisce nessun effetto vista la bocciatura dell'emendamento da parte dell'aula.

22 dicembre 2009 - AGI

FINANZIARIA: FINOCCHIARO, VENDITA BENI MAFIA E' GRAVE ERRORE

"La questione della vendita dei beni confiscati alla mafia per reperire risorse, inserita nella Finanziaria, potrebbe essere considerata solo da un punto di vista economico se fossimo nel migliore dei mondi possibili, se fossimo in Svizzera o in Svezia, questi sono i sogni di un Peter Pan dell'Antimafia". Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, intervenendo nell'aula di Palazzo Madama sulla questione della vendita degli immobili confiscati alla mafia inserita nella Finanziaria. "Il valore della legge che trasforma in ricchezza sociale la ricchezza della mafia - ha proseguito Anna Finocchiaro - non e' un valore economico, e' un valore simbolico, e questo lo sanno bene tutti coloro i quali lavorano su queste questioni. La mafia non e' una banda di malfattori, lo dico sapendo il sacrilegio che compio, ma e' una delle organizzazioni piu' strutturate dal punto di vista culturale, simbolico e politico che si conoscano. Questo e' il punto. Il fatto che un capomafia torni ad abitare un luogo che potrebbe diventare una caserma o una scuola vale molto di piu' di quanto non possa valere sul mercato quell'immobile. E' questa la questione. Nessuno qua sta dicendo che ci sia neanche lontanamente ipotizzabile una corresponsabilita', stiamo soltanto richiamando l'aula del Senato a una valutazione piu' profonda di questa disposizione. Ne' piu' e Ne' meno".

05 dicembre 2009 - l'Unità

Dozza, in quattro stiamo in nove metri

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27 novembre 2009 - DIRE

MAFIA. NEL WEEKEND RACCOLTA FIRME PD CONTRO VENDITA BENI MARCHI: SETTIMANA DECISIVA IN COMMISSIONE PER IMPEDIRE LE ASTE

Bologna, 27 nov. - Con un obiettivo prudenziale che il segretario regionale democratico Stefano Bonaccini indica in "alcune migliaia di firme", il Pd dell'Emilia-Romagna prova a tirare la volata alla battaglia di "Libera", che ha lanciato una petizione contro l'emendamento del Pdl al Senato che stabilisce la vendita all'asta dei beni confiscati alla mafia. Il timore dell'opposizione, sintetizza la senatrice bolognese del Pd Rita Ghedini, e' che poi quei beni siano riacquistati da organizzazioni criminali, "fra i pochi soggetti titolari di liquidita' in tempi di crisi". E non valgono le rassicurazioni del sottosegretario Mantovano sul fatto che all'asta andrebbe "qualche garage che nessuno vuole". In Toscana, racconta la senatrice Pd, "e' stata proposta a un prefetto l'alienazione di un complesso da 25 milioni di euro". Insomma, rischia di essere vanificata la lotta ai patrimoni delle mafie, che per vie traverse o con prestanome potrebbero ricostituirli. E verrebbe vanificata anche, concordano Ghedini e il deputato reggiano membro della commissione Antimafia Maino Marchi, sia lo spirito della vecchia legge Rognoni-La Torre, sia la sostanza della legge 109 del 1996 sull'utilizzo sociale dei beni confiscati, approvata all'unanimita' dal Parlamento di allora sulla spinta di un milione di firme dei cittadini in calce a una proposta di "Libera".

Oltre ai banchetti in tutti i capoluoghi della regione (informazioni su www.pder.it) i gruppi consiliari del partito democratico proporranno in tutti i Consigli comunali della regione un ordine del giorno da inoltrare poi alla presidenza della Repubblica, a quelle di Camera e Senato e alla presidenza del consiglio dei Ministri.

Per contrastare l'emendamento del Pdl, ha ribadito stamane in conferenza stampa Maino Marchi, "il Pd, raccogliendo inizialmente un'interessante consenso trasversale, ha presentato un emendamento alla finanziaria per abolire la richiesta del Pdl. E questa che si apre sara' una settimana decisiva". Marchi chiarisce che la battaglia si consumera' infatti in commissione bilancio. L'intesa informale tra i gruppi, coordinata da Gianfranco Fini, prevede di istruire in commissione i correttivi al maxiemendamento alla manovra su cui il governo porra' la fiducia in aula. "Se le cose non cambiano- spiega Marchi- il governo si e' impegnato a presentare i suoi eventuali emendamenti entro la sera di lunedi' prossimo". Da martedi' in poi il voto. Dunque, interviene il segretario regionale Pd Bonaccini, serve mobilitarsi nel fine settimana.

"Non vogliamo piantare una bandiera, anche i cittadini che non appartengono a nessuna organizzazione possono stare con noi. E siccome d'ora in poi chiedero' alla Lega di essere conseguente alle cose che dice, e glielo chiedero' ogni settimana, questa settimana vorrei sapere se sono d'accordo con questo emendamento sulla vendita dei beni confiscati", afferma Bonaccini.

L'emendamento per mettere sul mercato i beni confiscati alla mafia e' particolarmente insidioso, riprende Rita Ghedini, perche' prevede la vendita del cespite entro un anno dalla mancata assegnazione a volontariato, strutture dello Stato o cooperative sociali. "Ma i tempi medi di assegnazione variano da due a cinque anni", sottolinea la senatrice, come dimostra anche l'esperienza dell'Emilia Romagna, dove al 30 giugno scorso sono rimasti al demanio 31 beni su 66 confiscati, un 40% circa. "Servirebbe velocizzare i tempi: il governo Prodi c'e' in parte riuscito nominando un commissario straordinario".

Ma "il demanio- integra Marchi- ragiona amministrando i beni dello Stato senza corsie preferenziali" ed e' tuttora lettera morta la proposta di costituire un'agenzia apposita.

L'iniziativa Pd e' parallela alla partenza della "Carovana antimafia" di Libera con banchetti in tutta Italia. "La 109/96- dice Roberta Bussolari, coordinatrice regionale di Libera- e' la prima legge antimafia nata in Italia non sull'onda emotiva di una strage. E' bene che anche l'Emilia-Romagna, regione a rischio di penetrazione mafiosa, dia una dimostrazione di responsabilita' civile".

 

 

27 novembre 2009 - DIRE

MARCHI: SETTIMANA DECISIVA IN COMMISSIONE PER ABOLIRE VENDITA

Bologna, 27 nov. - Con un obiettivo prudenziale che il segretario Stefano Bonaccini indica in "alcune migliaia di firme", il Pd dell'Emilia Romagna prova a tirare la volata alla battaglia di "Libera", che ha lanciato una petizione contro l'emendamento del Pdl al Senato che stabilisce la vendita all'asta dei beni confiscati alla mafia. Il timore dell'opposizione- sintetizza la senatrice bolognese del Pd Rita Ghedini- e' che poi quei beni siano riacquistati da organizzazioni criminali, "fra i pochi soggetti titolari di liquidita' in tempi di crisi". E non valgono le rassicurazioni del sottosegretario Mantovano sul fatto che all'asta andrebbe "qualche garage che nessuno vuole". "In Toscana- racconta la senatrice Pd- e' stata proposta a un prefetto l'alienazione di un complesso da 25 milioni di euro". Insomma, rischia di essere vanificata la lotta ai patrimoni delle mafie, che per vie traverse o con prestanome potrebbero ricostituirli. E verrebbe vanificata anche, concordano Ghedini e il deputato reggiano membro della commissione Antimafia Maino Marchi, sia lo spirito della vecchia legge Rognoni-La Torre, sia la sostanza della legge 109 del 1996 sull'utilizzo sociale dei beni confiscati, approvata all'unanimita' dal Parlamento di allora sulla spinta di un milione di firme dei cittadini in calce a una proposta di "Libera".
Oltre ai banchetti in tutti i capoluoghi della regione (informazioni su www.pder.it) i gruppi consiliari del partito democratico proporranno in tutti i consigli comunali della regione un ordine del giorno da inoltrare poi alla presidenza della Repubblica, a quelle di Camera e Senato e alla presidenza del Consiglio dei ministri. Per contrastare l'emendamento del Pdl, ha ribadito stamane in conferenza stampa Maino Marchi, "il Pd, raccogliendo inizialmente un'interessante consenso trasversale, ha presentato un emendamento alla finanziaria per abolire la richiesta del Pdl. E questa che si apre sara' una settimana decisiva".

Marchi chiarisce che la battaglia si consumera' infatti in commissione bilancio. L'intesa informale tra i gruppi, coordinata da Gianfranco Fini, prevede di istruire in commissione i correttivi al maxiemendamento alla manovra su cui il governo porra' la fiducia in aula. "Se le cose non cambiano- spiega Marchi- il governo si e' impegnato a presentare i suoi eventuali emendamenti entro la sera di lunedi' prossimo".
Da martedi' in poi il voto. Dunque, interviene il segretario regionale Pd
Bonaccini, serve mobilitarsi nel fine settimana.
"Non vogliamo piantare una bandiera, anche i cittadini che non appartengono a nessuna organizzazione possono stare con noi. E siccome d'ora in poi chiedero' alla Lega di essere conseguente alle cose che dice, e glielo chiedero' ogni settimana, questa settimana vorrei sapere se sono d'accordo con questo emendamento sulla vendita dei beni confiscati". L'emendamento per mettere sul mercato i beni confiscati alla mafia e' particolarmente insidioso, riprende Rita Ghedini, perche' prevede la vendita del cespite entro un anno dalla mancata assegnazione a volontariato, strutture dello Stato o cooperative sociali. "Ma i tempi medi di assegnazione variano da 2 a cinque anni", sottolinea la senatrice, come dimostra anche l'esperienza dell'Emilia Romagna, dove al 30 giugno scorso sono rimasti al demanio 31 beni su 66 confiscati, un 40% circa.
"Servirebbe velocizzare i tempi: il governo Prodi c'e' in parte riuscito nominando un commissario straordinario". Ma "il demanio- integra Marchi- ragiona amministrando i beni dello Stato senza corsie preferenziali" ed e' tuttora lettera morta la proposta di costituire un'agenzia apposita.
L'iniziativa Pd e' parallela alla partenza della "Carovana antimafia" di Libera con banchetti in tutta Italia. "La 109/96- dice Roberta Bussolari, coordinatrice regionale di Libera- e' la prima legge antimafia nata in Italia non sull'onda emotiva di una strage. E' bene che anche l'Emilia Romagna, regione a rischio di penetrazione mafiosa, dia una dimostrazione di responsabilita' civile".

 


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