15 aprile 2010
[Dipartimento Nazionale Economia e Lavoro del PD] PROFESSIONI: PD, MINISTRO ALFANO SI CONTRADDICE
SU LIBERALIZZAZIONI SOSTIENE IN EUROPA CIO' CHE NEGA IN ITALIA Dichiarazione congiunta di Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro, e Antonio Lirosi responsabile dei Consumatori, del Pd. Quando il Ministro Alfano ha come interlocutore la Commissione Europea vota a favore in Consiglio dei Ministri (circa un mese fa) al decreto di recepimento della direttiva comunitaria cd. Bolkestein sui servizi che ha confermato i principi introdotti da Bersani nel 2006 su libertà tariffaria, uso dei mezzi pubblicitari e società per i liberi professionisti. Quando invece ha come interlocutore il presidente dell'OUA l'avvocato De Tilla, che quattro anni fa scese in piazza per protestare con accanto Alemanno e Gasparri, allora lo stesso ministro promette di andare contro l'Europa abrogando le norme di liberalizzazione di Bersani a favore di giovani professionisti, che adesso vengono utilizzate addirittura come alibi da De Tilla per sostenere l'impostazione neo-corporativa del testo di riordino della professione forense in discussione al Senato.
09 aprile 2010
VISITA ALLA STRUTTURA E INCONTRO CON I GIORNALISTI DELL’ON. DONATA LENZI E DELLA SEN. RITA GHEDINI
Lunedì 12 aprile, alle ore 9, le parlamentari del Partito democratico di Bologna on. Donata Lenzi e sen. Rita Ghedini faranno visita al Centro di identificazione e di espulsione di via Mattei, a Bologna, per valutare le condizioni della struttura e di quanti in essa sono trattenuti. L’iniziativa arriva dopo la denuncia di qualche giorno fa da parte della Garante Desi Bruno sulla “drammatica” situazione vissuta all’interno del Cie dalle persone detenute. Al termine della visita, alle ore 10.30, Lenzi e Ghedini incontreranno i giornalisti all’esterno del Centro. In caso di maltempo l’incontro avverrà nella vicina sede del PD in via Rivani 35.
31 marzo 2010
LAVORO: GHEDINI E PASSONI, SERVONO MISURE VERE NON GIOCHI DI PRESTIGIO
"Esprimiamo grande soddisfazione per la decisione del Presidente Napolitano di rinviare alle Camere il testo del cosiddetto 'Collegato lavoro'". Lo dichiarano i senatori del Pd Rita Ghedini e Achille Passoni della Commissione lavoro che così continuano: "I profili di incostituzionalità messi in evidenza nella motivazione del Quirinale confermano in pieno i rilievi fortemente critici che il Pd aveva mosso al provvedimento nel corso del suo lungo iter di discussione: l'eterogeneità del provvedimento e la cattiva qualità dell'estensione della norma amplificano la forte problematicità dell'impianto che, confondendo i piani della legislazione e della contrattazione, interviene pesantemente in materia di diritti sociali. La limitazione dell'accertamento delle responsabilità per i danni subiti dagli addetti esposti all'amianto prevista all'art. 20, nella sua ambigua stesura, configura un'inaccettabile disparità di fronte alla legge e una pericolosa eccezione all'applicazione delle norme, che in quest'ambito deve essere rigorosa. La definizione dell'arbitrato secondo equità - continuano i senatori del Pd - prefigura non solo la 'sterilizzazione', per via indiretta, delle tutele in materia di risoluzione del rapporto di lavoro previste dall'art. 18, ma la possibilità di rendere inapplicabili, nei fatti, la tutte le pattuizioni contrattuali. Ciò produce gravi danni ad almeno tre livelli: può annullare, di fatto, le tutele contrattuali basilari delle lavoratrici e dei lavoratori - quali ad esempio le ferie, l'inquadramento o il livello della retribuzione - rendendole interpretabili o 'negoziabili'; priva le imprese, soprattutto le più strutturate, di riferimenti certi sul costo e sull'organizzazione del lavoro, esponendole a rischi di dumping concorrenziale; svuota di significato ed incisività la contrattazione collettiva e la sua funzione di regolazione sociale". "Di tutto questo abbiamo discusso, inascoltati, per molti mesi. Speriamo che il supplemento di discussione di cui la saggezza del Presidente Napolitano ci fornisce l'occasione, serva per porre rimedio ai rischi più evidenti e per affrontare quelle che sono oggi le vere emergenze del lavoro: ammortizzatori sociali, misure a sostegno dell'occupazione, reddito. Di questo c'è bisogno, non di 'giochi di prestigio'".
26 marzo 2010
SCUOLA “SICUREZZA, IGIENE E OCCUPAZIONE A RISCHIO, INTERVENGA IL GOVERNO”
Interrogazione dei senatori PD ai Ministri Gelmini e Sacconi La sen. Rita Ghedini (prima firmataria) del PD di Bologna, assieme al sen. Walter Vitali e ai senatori modenesi Giuliano Barbolini, Mariangela Bastico hanno presentato un’interrogazione a risposta orale al Ministro dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini ed al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi sul tema degli appalti per le pulizie e i servizi di sorveglianza e manutenzione nelle scuole. I senatori chiedono “quali procedure urgenti i Ministri ritengano opportuno adottare per garantire un confronto di merito con tutte le parti interessate sui gravi problemi rappresentati, quali soluzioni intendano altresì prospettare al fine di garantire il mantenimento di standard adeguati di igiene e sicurezza nelle scuole e, infine, quali proposte intendano formulare per affrontare la grave crisi occupazionale che si prospetta in ordine alle scelte messe in atto dal Ministro Gelmini”. Sono molti i punti di discussione richiamati nell’interrogazione. Si ricorda, ad esempio, che con la Direttiva MIUR n. 9537 del 14 dicembre 2009, il Ministero guidato dall’on. Gelmini “ha ridotto del venticinque per cento i finanziamenti per gli appalti delle pulizie e per altri servizi nelle scuole, fra cui la sorveglianza e la manutenzione ordinaria”. Nella sola Emilia-Romagna gli effetti della Direttiva “mettono a rischio circa millecinquecento posti di lavoro di cui oltre l’ottanta per cento è costituito da donne, persone di nazionalità straniera e da una quota rilevante di soggetti svantaggiati”; in ambito nazionale, “i lavoratori coinvolti sono circa 12.500, che si aggiungono agli oltre 14.000 lavoratori ex-LSU”. Il settore in questione, si ricorda, “non è coperto da ammortizzatori sociali ordinari ed accede esclusivamente alle forme previste dalla c.d. ‘cassa in deroga’, che ha stringenti limiti temporali”. Le organizzazioni sindacali e d’impresa hanno richiesto la convocazione di un tavolo nazionale con i Ministeri competenti e la Conferenza Stato-Regioni per la revoca della Direttiva e la ricerca di soluzioni negoziate, ma “non c’è stato alcun riscontro”. La Direttiva è stata assunta ad anno scolastico in corso e riguarda anche gli appalti in essere ma “né il Ministero, né le competenti Direzioni scolastiche regionali, né le scuole, già gravate da pesanti deficit finanziari e dalla riduzione del personale docente ed ATA, sono stati in grado di ricorrere a soluzioni organizzative alternative, idonee a garantire standard adeguati di igiene e pulizia”. La riduzione dei corrispettivi di appalto è stata praticata, d’altra parte, “a prescindere da qualsiasi valutazione sui servizi minimi essenziali da assicurare”. La conseguente riduzione delle prestazioni, denunciano i senatori, “sta già determinando l'impossibilità di far fronte in modo adeguato alla tutela della salute degli alunni e degli insegnanti ed ai necessari interventi di manutenzione delle scuole, con detrimento per la sicurezza delle medesime”. Bologna, 26 marzo 2010
26 marzo 2010
BANCHE - CRRSM DELTA “UN TAVOLO NAZIONALE PER I LAVORATORI E IL RILANCIO DEL GRUPPO”
Dichiarazione dei parlamentari del Partito democratico di Bologna, on. Donata Lenzi e sen. Rita Ghedini e Walter Vitali “Questa mattina abbiamo incontrato i lavoratori e le organizzazioni sindacali del Gruppo bancario Delta, una importante realtà di 900 dipendenti, di cui 350 solo nella nostra provincia. Il gruppo è commissariato da quando, un anno fa, la Banca d'Italia ha ritirato l'autorizzazione in seguito ad un supposto controllo dominante della Cassa di Risparmio di San Marino, che non può esercitare attività bancaria e finanziaria in Italia. Ciò ha prodotto la paralisi dell'attività del gruppo, che aveva prodotto utili fino al 2008 e si era specializzato nel credito al consumo, con oltre due milioni di clienti. Sono in corso trattative per la cessione di parte del Gruppo Delta (probabilmente quella non bolognese) al Gruppo Intesa-San Paolo, ma esse non hanno ancora prodotto alcun esito ufficiale e la liquidazione dell'intero gruppo è una realtà sempre più probabile. Nonostante le interrogazioni presentate in Parlamento, il Governo ha finora risposto in modo del tutto insoddisfacente. Intendiamo chiedere, insieme alla Regione e alle istituzioni locali bolognesi, che si apra un tavolo nazionale con la presenza dei sindacati dei lavoratori al quale Banca d'Italia fornisca tutte le informazioni in suo possesso. Occorre giungere immediatamente ad una proposta concreta, prima che la situazione precipiti, che consideri le lavoratrici e i lavoratori del gruppo la forza fondamentale da non perdere per rilanciare la sua attività”. Bologna, 12 febbraio 2010 “TREMONTI GARANTISCA LA CONTINUITà DELL’ATTIVITà E L’OCCUPAZIONE” Interrogazione dei parlamentari del Partito democratico di Bologna L’on. Donata Lenzi e il sen. Walter Vitali (primi firmatari rispettivamente alla Camera e al Senato), assieme agli altri parlamentari bolognesi e al modenese sen. Giuliano Barbolini, hanno presentato un’interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti per sapere che cosa intenda fare “per assicurare la continuità nell'attività del gruppo Delta e per garantire l'occupazione dei lavoratori, e in modo particolare per attuare la sessione emergenziale per le situazioni di crisi dell’ammortizzatore sociale del settore creditizio”. Ogni ipotesi di risanamento del gruppo, sottolineano i parlamentari, “non potrà prescindere dalla salvaguardia dell’occupazione e ogni strada percorsa dai Commissari dovrà individuare anche soluzioni certe per la tutela dell’occupazione”. Finora, osservano, “nessuna banca creditrice, nonostante le sollecitazioni di Banca d’Italia, ha mostrato la volontà di acquisire e continuare l’attività di credito al consumo, limitando il proprio interesse al recupero degli affidamenti già concessi, ma i reati contestati a manager e proprietà non devono compromettere l’attività di un intero gruppo bancario, che nel 2008 aveva registrato un utile di 6 milioni di euro interamente reinvestito, e le aspettative di vita e di lavoro dei suoi dipendenti”. La richiesta dei parlamentari al Ministro arriva all’indomani dell’incontro fra i Segretari generali delle organizzazioni sindacali del credito e i Commissari straordinari del gruppo Delta, in merito alla situazione in cui versa il gruppo a seguito del commissariamento da parte di Banca d’Italia, durante il quale si è concordato lo slittamento dei termini della procedura di mobilità e stabilito un ulteriore vertice per valutare eventuali novità e gli strumenti più opportuni a risolvere la crisi. Dalla loro, i Commissari straordinari hanno predisposto un ‘piano B’ per riportare in bonis la situazione finanziaria, le cui procedure devono essere contemporanee alle misure assunte per tutelare l’occupazione. Il ‘piano B’ delle organizzazioni sindacali, invece, non ancora formalizzato dalle banche creditrici, prevede la costituzione di una NewCo per la gestione dei crediti vigenti e la rescissione di ogni legame formale tra la Cassa di Risparmio di San Marino ed i nuovi assetti societari futuri del gruppo Delta, al fine di consentire l’intervento di soggetti interessati, come ad esempio il gruppo Intesa Sanpaolo, per acquisire gli assets del gruppo senza timore di incauto acquisto. Camera: Gianluca Benamati, Antonio La Forgia, Donata Lenzi, Salvatore Vassallo, Sandra Zampa Senato: Giuliano Barbolini, Rita Ghedini, Paolo Nerozzi, Gian Carlo Sangalli, Walter Vitali Bologna, 26 marzo 2010
20 marzo 2010
MAFIE “LE MAFIE SONO UN PROBLEMA NAZIONALE, OGGI LA RISPOSTA DEL NORD. DAL GOVERNO SERVONO ATTI CONCRETI, NON PROCLAMI”
Oggi a Milano la ‘Giornata nazionale della memoria e dell'impegno’ promossa da Libera: l’adesione della sen. Rita Ghedini presente alla manifestazione “Le mafie sono un problema nazionale, la criminalità organizzata ha interessi e ramificazioni in tutto il Paese, ha realizzato un profondo inquinamento nella vita politica ed economica. A dimostrarlo, ancora una volta, proprio pochi giorni fa ci sono stati gli arresti avvenuti a Modena nell’ambito di un’operazione contro l’infiltrazione dei Casalesi non solo nelle tradizionali attività di estorsione, ma anche nell'apparato amministrativo. È molto significativo, perciò, che quest'anno la ‘Giornata nazionale della memoria e dell'impegno’ promossa da Libera si svolga a Milano, nel nord Italia, perché le mafie non sono un fenomeno del solo Mezzogiorno e la battaglia per la promozione della legalità e l'affermazione dei diritti civili e sociali deve essere combattuta per tutti gli italiani onesti. Deve trovare nell'azione dei partiti e dei governi, locali e nazionali, indicazioni e strumenti concreti per garantire che la lotta alla criminalità organizzata non sia lasciata solamente alla repressione, ma diventi battaglia civile, profilo identitario delle comunità. In questi giorni è in discussione in Parlamento la conversione in Legge del decreto istitutivo dell'Agenzia per la gestione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. Questo intervento del governo assume, finalmente, una richiesta avanzata da anni dall'associazione Libera e sana un vulnus aperto lo scorso dicembre in sede di emanazione della Legge finanziaria, con il provvedimento che consente la vendita dei beni. Il decreto istitutivo dell'Agenzia riduce, infatti, la portata di quella norma. Esso presenta, però, ancora numerose criticità. Ne richiamo solo una, fra le molte: il decreto non si preoccupa di rendere disponibili risorse adeguate né per il buon funzionamento dell'agenzia, né soprattutto per garantire sostegno ai soggetti, pubblici o del privato sociale, cui spetta il compito di restituire alla comunità quei beni, rendendoli presidi sul territorio della capacità dello Stato e della società civile di cambiare profondamente quelle comunità. La finalità dell'uso sociale dei beni confiscati va oltre l'atto, materiale e simbolico, di doverosa restituzione e risarcimento. Deve cioè essere occasione concreta di cambiamento culturale ed economico per un territorio segnato dalla presenza mafiosa. Perché ciò avvenga occorrono volontà, persone e mezzi economici, non previsti adeguatamente nell'attuale impianto della legge. Se l'istituzione dell'Agenzia si risolvesse in uno spot o, peggio, in un atto inutile, la mafie avrebbero vinto una volta di più”. Bologna, 20 marzo 2010

