22 luglio 2011
PROFUGHI; RESPINGIAMO MINORI DALL’AFGHANISTAN?
"Da più parti giungono segnalazioni che profughi imbarcatisi illegalmente in Grecia giungano nei porti dell’Adriatico e da lì vengano respinti dalle nostre autorità, nonostante si tratti per lo più di persone, fra cui molti minori, che fuggono da Paesi come l’Afghanistan, in cui è in corso un sanguinoso conflitto". Lo dichiara la senatrice del PD Rita Ghedini.
14 luglio 2011
MANOVRA: LIROSI, GOVERNO BOCCIA LIBERALIZZAZIONI MA AUMENTA ACCISE BENZINA :'QUESTO IRRESPONSABILE GOVERNO DEVE ORMAI RITIRARSI'
''La maggioranza di Governo ieri sera non solo ha bocciato tutte le urgenti liberalizzazioni proposte dal Pd, con le quali si volevano ridurre i costi delle famiglie in molti campi (banche, assicurazioni, carburanti, farmaci, servizi professionali), ma con le modifiche approvate alla manovra ha ulteriormente inasprito la situazione economica dei cittadini''. Ad affermarlo in una nota e' Antonio Lirosi, il responsabile consumatori e commercio del Pd. E con l'inflazione al top dal 2008, che rappresenta un'ulteriore tassa sui consumatori, il Governo, sottolinea l'esponente del Pd, ''inserisce nella manovra la sciagurata norma che rende stabile nel 2012 il recente aumento dell'accisa sui carburanti e che ha gia' portato il prezzo alla pompa di benzina e diesel al record storico. Prezzi e tariffe alle stelle, Pil quasi fermo, disoccupazione e cassa integrazione in aumento; consumi in forte diminuzione; crollo del risparmio nelle famiglie; pressione fiscale in aumento; divario tra redditi alti e redditi medio bassi che si amplia: sono tutti i record negativi raggiunti con la politica economica di questo Governo''. Per Lirosi, ''non ci sono altri record da battere; questo irresponsabile Governo deve ormai ritirarsi''.
23 giugno 2011
TERZO SETTORE:GHEDINI(PD), IL RE E' NUDO, E' ORA DI CAMBIARE
"Questo Governo che ha fatto della divisione tra le rappresentanze sociali il suo punto di forza sembra aver fallito anche in questo. La manifestazione del Terzo Settore questa mattina a Piazza Montecitorio è un bel segnale di unità proprio fra quelle forze sociali che il Ministro Sacconi ha tante volte elogiato come protagonisti e motori attivi del principio cardine delle sue politiche: la sussidiarietà". Lo afferma la senatrice del Pd Rita Ghedini che poi aggiunge: "Ma il re è nudo...si è svelato anche qui l'inganno di un'idea di welfare basata sull'abbandono delle persone e delle comunità e sull'utilizzo delle forze del volontariato e dell'economia sociale come meri vicari non già di uno Stato che arretra, ma di uno Stato che disinveste sulle persone, che vien meno alla sua stessa funzione di garante e regolatore del principio di equità". "La retorica del dono - continua Rita Ghedini - si è tradotta nella somma dei tagli (ormai l'80 per cento di quanto era in campo con il Governo precedente) a tutte le misure di politica sociale e nella rinuncia alla funzione di stimolo alla crescita di reti civili di solidarietà e di supporti alla crescita di un'economia sociale sostenibile e regolata. E' ora di cambiare".
23 giugno 2011
LAVORO: GHEDINI (PD), GOVERNO RINUNCIA A INVESTIRE SU DONNE E LE CONSIDERA RISORSA PASSIVA
"La dicono lunga le 'voci' opportunamente fatte circolare dal Governo per 'saggiare' il terreno sul nuovo incremento dell'età pensionabile delle donne, destinato a pareggiare i conti in rosso dell'Italia. Siamo alla via più facile: le donne come risorsa passiva, invece che come motore attivo dello sviluppo". Così la senatrice del Pd Rita Ghedini che è oggi intervenuta in Senato sulla risposta del governo all'interrogazione di cui è prima firmataria e sottoscritta dai componenti del Pd della Commissione Lavoro: Tamara Blazina, Giorgio Roilo, Paolo Nerozzi, Achille Passoni, Tiziano Treu e Pietro Ichino. "Niente di nuovo nella risposta del Governo all'interrogazione del Pd sulle politiche di sostegno all'occupazione femminile. Solo il solito repertorio sulle misure già previste e finanziate dall'ultimo Governo Prodi e che, nei tre anni del Governo Berlusconi, sono state bloccate e definanziate. E' evidente che la destinazione di risorse e l'attuazione di interventi finalizzati a superare la situazione da Terzo mondo dell'Italia non sono una priorità". "Del resto - continua Ghedini - anche il piano 2020, definito dagli stessi Ministri Sacconi e Carfagna 'un piano di medio periodo' è finanziato con soli 40 milioni di euro, di cui per ora solo 21 impegnati. Non si può credere che non ci si renda conto della sproporzione tra l'importanza dell'obiettivo, che indicherebbe un incremento di quindici punti del tasso di occupazione femminile e l'esiguità delle risorse messe in campo. Ma il problema non è solo di soldi: è di cultura! L'idea che le responsabilità familiari e i conseguenti carichi di lavoro debbano essere condivisi tra donna e uomo è totalmente estranea alla cultura paternalistica di questo Governo che, con il Ministro Sacconi, insiste a far coincidere politiche per la famiglia e politiche per l'occupazione femminile". "E' scandaloso che il governo si permetta di giocare con i numeri, spacciando come politiche proprie quelle costruite dal governo di centrosinistra e ha l'impudenza di dire che 'il Piano nazionale per l'occupazione femminile' è stato rinviato con il 'collegato lavoro' di altri 24 mesi 'perchè la materia è complessa'! Siamo al ridicolo perchè il governo- conclude Ghedini - rinuncia a investire su una delle sue principali leve di crescita, le donne".
09 giugno 2011
OCCUPAZIONE: GHEDINI, QUELLA FEMMINILE CREA SVILUPPO MA IL GOVERNO L'AVVERSA
"E' francamente vergognoso l'atteggiamento di questo governo nei confronti della disoccupazione e, in particolare, della disoccupazione femminile. Colpisce amaramente l'inerzia del governo davanti alla questione su cui, peraltro, si era platealmente impegnato. Oltre ad aver tagliato consistentemente il Fondo cui attingere per sostenere le misure per la conciliazione dei tempi del lavoro delle donne con quelli di cura della casa, il governo non ha messo in atto nessuna azione concreta per favorire l'attuazione dell'accordo stipulato con le parti sociali in cui si prevedeva di definire gli strumenti di conciliazione entro 90 giorni". Lo afferma la senatrice del Pd Rita Ghedini, componente della Commissione lavoro, che chiede al governo: "di mettere in campo azioni e risorse necessarie per far fronte agli impegni assunti con le parti sociali con la sottoscrizione dell'avviso comune 'Azioni a sostegno delle politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro'; quando e come vuol attuare la delega in materia di occupazione; infine, come intenda affrontare il grave divario di opportunità fra le donne e gli uomini che è una sostanziale discriminazione nel nostro Paese, oltre ad un grave ostacolo alla ripresa dello sviluppo". La senatrice del Pd sottolinea inoltre come "con l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne della P.A. sono state sottratte risorse delle donne che non vengono destinate né alla previdenza delle donne né, come invece promesso dal governo, ai servizi per la famiglia e a sostegno della conciliazione". Rita Ghedini ha già presentato un'interrogazione sul tema assieme ai componenti della Commissione Lavoro del Pd. E ricorda i dati Istat secondo cui: "In Italia, la situazione del mercato del lavoro femminile si presenta molto debole; c'è un basso grado di coinvolgimento delle donne nel mercato del lavoro e, secondo gli ultimi dati Istat, il tasso di occupazione prima della crisi del 2008 era al 58,7 per cento, dopo è sceso di ulteriori due punti (56,7 per cento). Sempre secondo l'Istat in Italia continua ad esserci un rilevante divario di genere con una distanza, tra tasso di occupazione femminile e maschile, di quasi 15 punti da quello europeo. Diversi studi - continua Ghedini- rilevano che laddove vi è lavoro femminile, vi è maggiore sviluppo, vi sono migliori servizi e una maggiore cultura della condivisione del lavoro di cura tra uomini e donne. Esso, inoltre, non è un ostacolo alla natalità: al contrario, se le donne hanno meno opportunità di occupazione fanno meno figli". "E' evidente, quindi, come le misure a sostegno della maternità, della condivisione del lavoro di cura fra i generi e della conciliazione tra impegni di lavoro e carichi domestici costituisca un fattore strategico per aumentare il tasso di partecipazione femminile al lavoro e la crescita economica dell'Italia. E questi principi sembrano essere sanciti per legge. Tuttavia, nessuna delle deleghe al governo su questo tema, ha mai trovato sbocco. I termini sono stati ripetutamente prorogati, fino all'ultima volta in cui sono stati differiti al 2012, senza, ovviamente, dare ad essa attuazione".
09 giugno 2011
RICORSO ALLA COMMISSIONE STRAORDINARIA PER I DIRITTI UMANI. “SITUAZIONE VERGOGNOSA, INDEGNA DI UN PAESE DEMOCRATICO”
“Due rotoli di carta igienica al mese per ciascuno. Questa è la cifra della povertà e del degrado in cui vivono le 1.200 persone - da anni, sempre il triplo della capienza - detenute nel Carcere Dozza di Bologna. E poi niente risorse per il lavoro di persone costrette in cella ad annichilire per 22 ore su 24 e nessun mezzo per garantire i trasferimenti perché rotti o senza carburante.

