03 settembre 2011
MANOVRA: MAGGIORANZA RITIRI NORME CHE NON INCIDONO SU SALDI
"Siamo in un empasse assurdo: mentre mercati e osservatori internazionali certificano l'inadeguatezza della manovra e delle correzioni, le uniche che verranno fatte, sono quelle portate ieri da Tremonti al Senato. La commissione impegnata su testi mutevoli da ben 3 settimane e' ormai alla stretta finale e sta impegnando ore ed ore a trattare questioni marginali, a difesa degli interessi corporativi delle tribu' interne alla maggioranza che ieri sera aveva annunciato solennemente il ritiro di tutti i propri emendamenti. Nulla di questo e' accaduto. Si decidano e badino alla sostanza". Lo afferma Rita Ghedini, del Pd, membro della commissione Bilancio del Senato. "Il governo -aggiunge- ritiri tutte le disposizioni che non hanno effetto sui saldi, in primis lo scandaloso articolo 8 che disastra il diritto del lavoro e non produce nessun effetto, ne' di risparmio, ne' di crescita. Il Pd, responsabilmente fara' la propria parte, garantendo la massima collaborazione per il miglioramento sostanziale e l'approvazione celere delle misure necessarie per garantire il futuro all'Italia".
01 settembre 2011
Manovra: "Berlusconi strema le famiglie ma non pronuncia la parola patrimoniale"
"E' assolutamente evidente che maggioranza ed opposizione abbiano un'idea assolutamente diversa dei problemi del Paese, dell'equità, della giustizia sociale e dei modi in cui l'Italia, un Paese dalle grandi qualità, contrariamente a ciò che ritiene il Premier, possa uscire dalla crisi". E' quanto afferma la senatrice del Partito Democratico Rita Ghedini. "Il Governo e l'opposizione hanno respinto un emendamento del PD (Ghedini ed altri 1.1) che sostituiva la cosiddetta "clausola di salvaguardia" che produrrà i tagli lineari alle agevolazioni fiscali certamente già dal 2012 con il prelievo fiscale sui grandi patrimoni immobiliari. Il segno classista delle scelte del Governo e della destra è evidente: si preferisce tagliare le detrazioni, già scarse, per i figli, la spese sanitarie, le spese di assistenza, la prima casa, il mutuo, aumentando in maniera insostenibile la pressione fiscale sulle famiglie, piuttosto che far pronunciare al premier la parola "patrimoniale" e avviare finalmente un processo di riequilibrio nella distribuzione della ricchezza nel nostro Paese". "Questa scelta del Governo - prosegue l'esponente pd - è, d'altra parte, coerente con quella già fatta di togliere il cosiddetto "contributo di solidarietà" che, per quanto mal congegnato e ingiustamente mantenuto solo a carico dei redditi più alti dei dipendenti pubblici, aveva comunque un segno redistributivo. Tutto questo mentre i mercati bocciano, ancora una volta, sonoramente l'impostazione scelta dal Governo, portando l'Italia sempre più vicina al rischio di default". "Il Governo è disorientato - conclude la Ghedini - incapace di decidere, paralizzato dai conflitti interni ed orientato esclusivamente dall'ideologia; si abbia un sussulto di consapevolezza e si dialoghi nel merito uscendo da una rappresentazione non più sostenibile".
31 agosto 2011
MANOVRA: "VERGOGNOSE MISURE SU CONTRIBUTI, COLPISCONO GIOVANI".
"Riguardano anche maternità e legge 104 su handicap?". "Le misure, annunciate dal governo, sui contributi figurativi relativi al riconoscimento della laurea e del periodo di leva ai fini pensionistici sono a dir poco vergognose. Colpiscono i giovani e la loro già esigua speranza di consolidare una pensione, tra occupazioni saltuarie e precarie. E pensare che fino a poco tempo fa sul sito dell'Inps campeggiava il logo 'Riscatta la laurea' che invitava i ragazzi a pensare al loro futuro. E' evidente che il presidente dell'Istituto nazionale di previdenza non era stato avvertito di questo colpo di genio del governo". Lo dice la senatrice del Pd Rita Ghedini della commissione Lavoro. "Il riscatto della laurea e del militare ai fini pensionistici - spiega Rita Ghedini - consentivano alle ragazze e ai ragazzi italiani di accantonare un po' di contributi necessari a tentare almeno di ottenere una pensione, dal momento che si trovano o in assenza di contributi oppure, se li hanno, sono pochi, frammentati e deboli. Nel caso poi del riscatto della laurea, stiamo assistendo al vero e proprio tradimento di un contratto. Le persone pagano cifre elevate per vedere riconosciuti i contributi sia sotto il profilo dell'importo della pensione che sotto quello del conteggio del periodo per poter accedere al pensionamento. E gli emendamenti sono ancora un mistero. Chissà se queste misure riguardano anche altre categorie, dal momento che i contributi figurativi spettano anche nei casi relativi ai a una marea di altre condizioni, dalle donne in maternità, ai famigliari di portatori di handicap fino ai volontari che donano il sangue. Chi saranno gli altri tartassati dal governo?".
03 agosto 2011
MAFIE “INQIETANTE CONFERMA DELLA PRESENZA SUL NOSTRO TERRITORIO.
“OCCORRE PRESTO LEGISLAZIONE NAZIONALE DI CONTRASTO ALLE MAFIE” "Il resoconto dell'importantissima operazione antimafia messa a segno nel nostro territorio dalle forze dell'ordine - cui va il massimo plauso - è un'inquietante conferma della presenza delle 'ndrine nel nostro territorio e della loro operatività ai più alti livelli del crimine organizzato. È necessario che la consapevolezza della nostra "attrattività" per le organizzazioni criminali sia massima e diffusa: siamo un territorio ricco e tranquillo, che ben può "nascondere o assorbire" corpi criminali che vi si introducono sfruttandone, come parassiti, la linfa di flussi finanziari e buon vivere. Ma proprio dalla qualità della nostra vita civica, dalla consapevolezza che trasparenza e solidarietà sono gli antidoti migliori a contrastare la sovversione criminale, traiamo i nostri anticorpi. Istituzioni, rappresentanze sociali e cittadini, consonanti con i valori della legalità, devono essere in rete per mettere in atto ogni iniziativa di contrasto utile. I protocolli sottoscritti fra Istituzioni e forze sociali - da ultimo quello tra Provincia, organizzazioni d'impresa e sindacati sulla legalità negli appalti - in questo senso sono un passo importante. Nel nostro territorio, inoltre, è forte ed attiva la rete dei Comuni aderenti ad "Avviso Pubblico" (Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie). Occorre che al più presto si vada al completamento della legislazione nazionale in tema di contrasto a tutte le mafie: oggi il ministro Maroni ha annunciato che il Consiglio dei Ministri ha approvato il Codice Antimafia. Vedremo il testo, nella speranza che siano state recepite le moltissime osservazioni delle Commissioni competenti. Occorre, infatti, che le norme siano chiare e coerenti per poter essere efficaci, mentre il primo testo emanato dal Governo presentava molti problemi in tal senso. Occorre, altresì, che alla normativa specifica si affianchino norme e politiche coerenti volte a sottrarre "terreno di coltura" alla mafie: la legge sul caporalato e quella sulla corruzione sono indispensabili; così come lo è un funzionamento dei processi improntato all'efficienza della giustizia e alla certezza dell'uguaglianza davanti alla legge. Su tutto questo il Governo non sembra decisamente ben orientato.”
01 agosto 2011
STRAGE BOLOGNA
Dichiarazione della Sen. Rita Ghedini del PD di Bologna “Mi genera un profondo disagio, un senso di lacerazione come quello che provoca ogni anno il fischio della sirena della stazione alle 10,25, non essere domani a Bologna a ricordare, con i familiari e le Istituzioni colpite dal terrorismo stragista. Sarò in Senato ad adempiere il mio impegno istituzionale: non posso non esserci, proprio perché il rispetto delle vittime, delle loro famiglie, delle Istituzioni impone a ciascuno di compiere il proprio dovere. Mi pesa, però, moltissimo non essere testimone, insieme a tantissimi, nella Bologna democratica che, come sempre e da sempre, fa del ricordo collettivo e della solidarietà la cifra della propria convivenza civile. E, ancora una volta, provo vergogna per l’assenza di un Governo inadeguato in tutto, anche nella manifestazione doverosa del rispetto a chi ha tanto dato e tanto pagato. Innocente.” Bologna, 1° Agosto 2011
27 luglio 2011
LAVORO: GHEDINI, SENATO DISCUTA PRESTO LEGGE CONTRO DIMISSIONI IN BIANCO SOPRUSO INACCETTABILE SOPRATTUTTO PER LE DONNE
"Ho chiesto alla Commissione Lavoro di calendarizzare con la massima sollecitudine l’esame delle nostre proposte di legge per il contrasto dell’odioso fenomeno delle 'dimissioni in bianco'”. Lo annuncia la senatrice del Pd Rita Ghedini che poi spiega: "Il Governo Berlusconi, con il Dl 112/08 ha abrogato i contenuti della Legge 188/2007 con cui il Governo Prodi, proceduralizzando le modalità di presentazione delle dimissioni volontarie e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, aveva inteso contrastare recisamente un fenomeno tanto più grave in quanto colpisce selettivamente le categorie che con maggior difficoltà accedono al mercato del lavoro, i giovani e, soprattutto, le donne". "L'Istat, recentemente, ci ha ricordato che in Italia 800.000 donne nel pieno della loro carriera sono state espulse dal lavoro in occasione di una gravidanza o in seguito alla maternità. Lo scorso anno il Ministro Sacconi, rispondendo a un’interrogazione del Pd ha reso noto che solo nel 2009 sono state 18.000 le donne che si sono dimesse nel primo anno di vita del bambino. Quante di loro sono state costrette a firmare, contemporaneamente al contratto di assunzione, una lettera di dimissioni, su foglio bianco e senza data, da utilizzare se fossero rimaste incinta? La sensibilità sociale sul fenomeno è altissima ed è evidente come in una situazione di crisi economica ed occupazionale questo comportamento ricattatorio esplichi tutta la sua forza devastante. Anche le organizzazioni sindacali e della società civile, in particolare quelle delle donne, si sono mobilitate per sollecitare il legislatore a porre urgentemente rimedio ad una condizione, l’ennesima, che penalizza le donne ed i giovani. Camera e Senato sono stati raggiunti da petizioni popolari, che occorre mettere all’ordine del giorno insieme alla proposte legislative che auspichiamo possano raccogliere ampio consenso in Parlamento, come avvenne per l’approvazione della legge 188/07 votata a larghissima maggioranza, anche da settori dell’allora opposizione, nei due rami del Parlamento”.

