18 ottobre 2011
DELEGAZIONE PD INCONTRA LA DIREZIONE DELLA BREDAMENARINI
Si è svolto oggi pomeriggio, in Commissione Lavoro del Senato, un’audizione dell’ingegnere Orsi, amministratore delegato di Finmeccanica, nel corso della quale è stato affrontato anche il caso dell’azienda bolognese BredaMenarini. La sen. Ghedini, al termine dell’audizione, ha dichiarato che, “la previsione circa il futuro del comparto trasporti in generale, e di BredaMenarini in particolare, è fonte di grande preoccupazione”. Orsi ha chiarito che “la composizione produttiva di Finmeccanica è troppo ampia e articolata e che non è possibile mantenere o mirare l'eccellenza in tutti gli ambiti di un portfolio così disperso”. Per Bredamenarini pertanto, secondo l’AD, occorrerà “trovare accoglienza in altre realtà industriali dal profilo produttivo più coerente”. Inoltre Orsi ha chiosato che “non si possono assemblare autobus in centro a Bologna". La senatrice democratica ha osservato che “al netto di ogni ovvietà, ogni percorso di trasformazione, ristrutturazione o vendita non potrà avvenire senza che a ‘trovare accoglienza’ siano, innanzitutto, i lavoratori. Nessuna operazione che pensi di ‘spesare’ gli investimenti fatti negli ultimi anni per il rinnovo del portfolio produttivo di Bredamenarini con la speculazione sulle aree su cui sorge lo stabilimento, potrà trovare il consenso e il supporto del PD e delle sue rappresentanze istituzionali, alle quali chiederemo immediatamente di attivarsi per mettere in campo un confronto finalizzato a salvaguardare e sviluppare uno dei patrimoni produttivi della città”. Infine, ha concluso la sen. Ghedini, “il governo deve dare risposta ad una domanda urgente, che abbiamo già posto con un'interrogazione: i finanziamenti al Trasporto Pubblico Locale tagliati per oltre il 75 per cento nel corso degli ultimi 10 anni, sono o non sono strategici per garantire la competitività e la sostenibilità dello sviluppo nel nostro Paese? O si preferisce continuare a sprecare risorse pubbliche, oltre che competenze imprenditoriali e posti di lavoro, pagando multe per le infrazioni agli standard ambientali UE, anziché impegnarsi in un serio piano industriale per il rilancio del Trasporto Pubblico Locale?”.
18 ottobre 2011
GHEDINI: PER ORSI AZIENDA DEVE TROVARE 'CASA' IN ALTRA REALTA'
La realta' produttiva di Finmeccanica e' "troppo ampia e articolata e non e' possibile mantenere o mirare l'eccellenza in tutti gli ambiti di un portfolio cosi' disperso". Per la BredaMenariniBus di Bologna pertanto, occorrera' "trovare accoglienza in altre realta' industriali dal profilo produttivo piu' coerente". E inoltre "non si possono assemblare autobus in centro a Bologna". Sono le affermazioni che, secondo quel che riferisce la senatrice del Pd, Rita Ghedini, ha pronunciato oggi l'ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, in commissione Lavoro al Senato. A sentirlo parlare, per la democratica, c'e' poco da stare allegri. "La previsione circa il futuro del comparto trasporti in generale, e di BredaMenariniBus in particolare, e' fonte di grande preoccupazione", afferma Ghedini nella nota in cui da' conto delle parole di Orsi. La senatrice osserva anche che "al netto di ogni ovvieta', ogni percorso di trasformazione, ristrutturazione o vendita non potra' avvenire senza che a 'trovare accoglienza' siano, innanzitutto, i lavoratori. Nessuna operazione che pensi di 'spesare' gli investimenti fatti negli ultimi anni per il rinnovo del portfolio produttivo di BredaMenariniBus con la speculazione sulle aree su cui sorge lo stabilimento, potra' trovare il consenso e il supporto del Pd e delle sue rappresentanze istituzionali". Agli enti locali, il Pd chiedera' subito di "mettere in campo un confronto finalizzato a salvaguardare e sviluppare uno dei patrimoni produttivi della citta'".
26 settembre 2011
Trasporto pubblico locale e Bredamenarinibus senza risposte
Chiederemo al Governo – con un’interrogazione ai Ministri Romani e Sacconi - se ritenga o meno di inserire gli investimenti sul trasporto pubblico locale all’interno del fantomatico piano per lo sviluppo ed auspichiamo la smentita delle politiche attuate dal 2008, che hanno portato al de-finanziamento dei fondi che invece erano stati previsti con l’ultima Finanziaria del Governo Prodi. Ci rivolgeremo anche a Finmeccanica, che proprio in queste settimane viene ascoltata in Commissione Lavoro al Senato, nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulle conseguenze occupazionali derivanti dagli effetti della crisi economico-finanziaria. E’ fondamentale, per il settore e per Bologna, conoscere quali siano le strategie industriali che si ritiene di mettere in campo, in particolare quando, come nel caso della Bredamenarinibus sono coinvolte società pubbliche. Bologna e i quasi 300 lavoratori dell’azienda hanno diritto di sapere se si intenda investire su un pezzo importante del loro patrimonio: per questo speriamo di trovare sensibilità e attenzione a questa necessità anche tra i rappresentanti cittadini della maggioranza di Governo. La situazione della Bredamenarinibus è paradigmatica: le scelte del Governo di tagliare i trasferimenti alle Regioni, anche nel campo del trasporto pubblico locale, si riflettono drammaticamente sulle economie dei territori. La crisi della produzione di vetture per il trasporto pubblico, che sta colpendo drammaticamente lo stabilimento Irisbus dell’avellinese, rischia di coinvolgere anche la storica azienda bolognese produttrice di autobus urbani e di linea. Siamo al paradosso di un’azienda che, avendo sviluppato tecnologie moderne, orientate alla riduzione delle emissioni e, quindi, in linea con gli obiettivi assegnati dall’Europa, dopo la drammatica crisi produttiva del 2008 non riesce a recuperare competitività, in un settore che sarebbe strategico per l’ammodernamento e la crescita dell’Italia.
21 settembre 2011
CONTRATTI; SENATORI PD: BENE FIRMA, ORA CON NOSTRO D.D.L. TRASFORMARE TESTO IN LEGGE
La firma oggi di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria a conferma dell'accordo del 28 giugno scorso sul modello contrattuale e la democrazia nei luoghi di lavoro è un’ottima notizia. Sarebbe doveroso che il ministro guastatore Sacconi prendesse atto della sconfitta del suo tentativo di rovesciare il tavolo, rassegnando al più presto le sue dimissioni.
13 settembre 2011
TRIBUNALE PALERMO HA RICONOSCIUTO CORRETTEZZA RICOSTRUZIONE GUIDIZIARIA, CONTRO FANTASIOSE IPOTESI ALTERNATIVE
La sentenza del Tribunale civile di Palermo, che ha condannato i Ministeri di Difesa e Trasporti ad un giusto risarcimento ai familiari delle vittime della strage di Ustica, è il riconoscimento di un percorso di verità e giustizia che, benché necessiti ancora di ulteriori passi per ricostruire con esattezza cosa accadde nei nostri cieli il 27 giugno 1980, ha già portato a sentenze certe, nonostante i tentativi, anche recenti, di accreditare fantasiose ipotesi alternative. Viene così riconosciuta la correttezza della ricostruzione giudiziaria del giudice Priore e l’innegabile parte di responsabilità di apparati deviati dello Stato, che non solo non furono in grado di garantire la sicurezza dei passeggeri, ma si resero anche protagonisti di depistaggi.”
07 settembre 2011
Il Governo usa le donne per far cassa
Su cosa interverranno i risparmi di questa manovra? Assisteremo inevitabilmente ad un appesantimento ulteriore di carichi già insopportabili per le famiglie. Famiglie in cui le donne sono sempre più spesso costrette a scegliere di rinunciare al lavoro, perché da esso deriva un reddito non conveniente, se rapportato all'aggravio di fatica e di costi di cui devono farsi carico anche solo per cercarlo, il lavoro. Ma alle donne nella manovra si è pensato intervenendo con esclusive finalità di cassa sull'aumento dell'età pensionabile. Così il Paese spreca una risorsa fondamentale per il suo sviluppo non investendo nella piena partecipazione al lavoro delle donne, di tutte le donne. Ci si limita ad allungare la carriera lavorativa delle poche che un lavoro ce l'hanno. Non che i due obiettivi siano antitetici. Ma certamente non si può approcciare, come si è fatto fino ad ora, il tema dell'accesso alla pensione in maniera frammentaria e disorganica. L'intervento della manovra, sommato all'elevamento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia per le lavoratrici del pubblico impiego, all’anticipo dell’aggancio automatico all’aspettativa di vita, agli interventi di allungamento delle scansioni delle 'finestre', propone uno schema di accesso alla quiescenza per le donne profondamente iniquo. In più, i risparmi ottenuti sono interamente destinati alla riduzione dell'indebitamento. Nessun sostegno dell'introduzione di misure di conciliazione e di discriminazione positiva in favore delle donne, nessuna attenzione all'utilità della loro partecipazione al lavoro, come altra e più efficace strada per ridurre l'indebitamento, attraverso la ripresa della crescita. Di pensioni si può e si deve discutere. Ma, i sistemi previdenziali sono delicati e complessi: non si può intervenire su di essi in termini frammentari e disomogenei, affermando al contempo che non è necessaria nessuna riforma. Occorre il coraggio della verità, anche quella di ammettere che il vantaggio di età per le donne è ormai più nominale che reale. Ogni intervento previdenziale che abbia meri obiettivi compensativi di riduzione di una spesa pubblica, che non consideri come prioritarie le variabili dell’adeguatezza dei trattamenti pensionistici e della loro sostenibilità nel tempo per le persone oltre che per i conti pubblici, secondo un criterio di pari opportunità tra i generi e le generazioni è inaccettabile ed insostenibile.

