COMUNICATI STAMPA

20 novembre 2009

Beni confiscati: votato atto di giunta di Niscemi che chiede il ritiro dell’emendamento parlamentare sui beni confiscati.

E’ stata votata dalla Giunta Municipale di Niscemi la proposta del sindaco Giovanni Di Martino e vice presidente nazionale di Avviso Pubblico, responsabile per i Comuni sciolti per mafia e che chiede al Parlamento e in particolare alla Camera dei Deputati di ritirare l’emendamento in materia di confisca dei beni. Nell’ambito del maxi emendamento presentato dal governo alla Legge Finanziaria, l’Aula del Senato ha approvato a maggioranza il provvedimento che introduce la possibilità di vendere i beni confiscati alla criminalità mafiosa (Emendamento 2.3000, relatore Maurizio Saia, PDL).

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19 novembre 2009

DDL LAVORO: GHEDINI, OCCASIONE SPRECATA

"Nonostante l'iter lunghissimo che avrebbe fatto sperare in un esame serio e approfondito del provvedimento siamo costretti a constatare che il testo è stato utilizzato nel corso del tempo come veicolo eterogeneo per raccogliere norme estemporanee e incongrue". Lo dichiara la senatrice del Pd Rita Ghedini, relatrice di minoranza del ddl sul lavoro (A.S. 1167) "Rimangono, peraltro, ancora pesanti tracce di queste incongruità e su di esse chiederemo l'inammissibilità opponendoci fermamente. E' grave - continua Ghedini - l'ulteriore rinvio della delega sui lavori usuranti. E' grave che si pongano limiti economici all'accesso a un diritto soggettivo garantito dalla legge. E' grave che non si colga l'occasione per intervenire sulle politiche del lavoro e riformare in modo completo e organico gli ammortizzatori sociali".
"Il provvedimento inoltre, attraverso un inaccettabile abuso della delega, dilaziona riforme importanti non solo per la fase congiunturale ma anche per il futuro del Paese, per la sua modernizzazione e il suo sviluppo".
"Ancora una volta, poi, per fronteggiare ipotetici abusi nell'ambito dell'accesso dei diritti riconosciuti ai disabili, si utilizza un impianto censorio invece di migliorare il funzionamento della Pubblica Amministrazione che - conclude Ghedini - ha in se gli strumenti per operare i controlli necessari ed evitare gli abusi".

18 novembre 2009

La conferenza sull'infanzia di Napoli

"La notizia che 1.700.000 bambini italiani vivano in povertà' nel nostro paese non può' lasciarci indifferenti. Vecchie e nuove povertà' penalizzano i minori e soprattutto quelli che vivono al sud dove si concentra oltre il 60% delle famiglie povere d'Italia.
Numeri che la Finanziaria del governo Berlusconi ignora colpevolmente". Lo dichiarano la senatrice Rita Ghedini e la deputata Sandra Zampa del Partito Denoratico, componenti della Commissione Bicamerale Infanzia e adolescenza. "Questa mattina a Napoli la Conferenza nazionale sull'infanzia e l'adolescenza, che molto opportunamente ci ricorda che il futuro del nostro Paese si costruisce oggi partendo dai bambini, avrà' raggiunto I suoi obiettivi se riuscirà' a determinare un cambio nelle politiche per l'infanzia a partire dalla dotazione di un fondo da destinare ai minori.
E' il minimo che un paese civile dovrebbe fare soprattutto in una congiuntura economica che penalizza ancora di più' i poveri. Del futuro dell'Italia, piaccia o meno, fanno parte anche i minori immigrati. A loro va garantita la possibilità' di una piena integrazione con l'estensione della cittadinanza, come di recente proposto anche dal presidente Fini.
Ma e' urgente anche che il nostro Paese faccia i conti con l'irrisolto e drammatico problema dei minori stranieri non accompagnati, la cui assenza dal programma dei lavori della Conferenza di Napoli e' correttamente stigmatizzata dall'Associazione Save the children.
Abbiamo più' volte denunciato l'urgenza di questo tema, ma dal governo non e' arrivata alcuna risposta salvo il taglio dei fondi per le comunità' alloggio".
Napoli, 18 novembre 2009

17 novembre 2009

La mobilitazione di Avviso Pubblico

La mobilitazione di AvvisoPubblico, l'Associazione degli Enti Locali e delle Regioni per la formazione civile contro le mafie, è assolutamente opportuna: me ne rallegro.
AvvisoPubblico associa più di 150 tra Enti Locali e Regioni, governati da Amministrazioni di ogni "colore", che condividono l'obiettivo di prevenzione e contrasto all'infiltrazione mafiosa nel governo degli enti locali, anche attraverso percorsi di educazione alla legalità democratica.

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13 novembre 2009

AVVISO PUBBLICO, LA RETE ITALIANA DEGLI ENTI LOCALI CONTRO LE MAFIE E’ CONTRARIA ALLA VENDITA DEI BENI CONFISCATI

Nel pomeriggio di oggi, nell’ambito del maxi emendamento presentato dal governo alla Legge Finanziaria, l’Aula del Senato ha approvato a maggioranza il provvedimento che introduce la possibilità di vendere i beni confiscati alla criminalità mafiosa (Emendamento 2.3000, relatore Maurizio Saia, PDL).
  Il nuovo provvedimento stabilisce che se trascorsi i 90 giorni che devono intercorrere tra la data della confisca e quella dell’assegnazione – previsti dalla legge 575/65 – i beni non sono stati assegnati, essi possono essere venduti.
  La competenza viene affidata al dirigente del competente ufficio del territorio dell'Agenzia del demanio che dovrà espletare il procedimento di vendita entro sei mesi. In questo modo la competenza in materia di beni confiscati passa dal Ministero dell’Interno al Ministero dell’Economia, per evidenti ragioni di natura economico-finanziaria: le risorse incamerate dalla vendita andranno a finanziare i bilanci del Ministero degli Interni e del Ministero della Giustizia.

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13 novembre 2009

Un perfido gioco a cui nessuno deve giocare

“La lettera dei NAT alle redazioni bolognesi dell’Unità e de Il Resto del Carlino ha il sapore amaro, indimenticabile, del veleno. Un veleno già sprigionato molte volte; a Bologna più che altrove.
Un veleno a cui occorre reagire con gli antidoti che, purtroppo, sulla pelle e sulle vite di molti abbiamo imparato a produrre.
L’analisi degli elementi gravi, a volte gravissimi, di crisi economica, sociale e, per certi versi, di democrazia della nostra società e del nostro Paese, non può e non deve fornire alcun alibi alle scorciatoie ideologiche, alle provocazioni violente. Sappiamo, da sempre, che esse hanno un unico ruolo: quello di rinforzare i poteri autoritari e uccidere la democrazia.
I bolognesi, gli italiani reagiranno con pacatezza, consapevolezza e responsabilità: gli antidoti con cui è stato sconfitto il terrorismo”.

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