28 luglio 2010
FIAT: SENATORI PD, GOVERNO INADEGUATO RIFERISCA SUBITO IN SENATO
"I senatori del Partito Democratico componenti della Commissione Lavoro denunciano la grave inadeguatezza dell’iniziativa del Governo di fronte alle sfide che la vicenda Fiat pone al Paese....
21 luglio 2010
Maggioranza battuta, l'opposizione non va in vacanza
Cara amica, caro amico ti scrivo per informarti di una battaglia che il Pd sta portando avanti in Parlamento contro il governo delle favole, che ci racconta un paese che non esiste. Berlusconi è ostaggio della Lega: scippa al Mezzogiorno i fondi FAS usati come un bancomat per qualsiasi spesa mentre le famiglie del Sud sono costrette ad arrangiarsi, senza più soldi per mangiare o per curarsi. Lo ha detto ieri lo Svimez ed è un dato impressionante. Nel paese reale il Sud sta tornando sinonimo di povertà e con la manovra impongono tagli pesantissimi ai bilanci regionali, che si tradurranno in più tasse e meno servizi. Dopotutto era veramente questo il Paese che volevano gli italiani? Crediamo di no, eppure il governo mette in cima alla lista delle sue preoccupazioni il ddl intercettazioni. Un provvedimento sciagurato che dopo la nostra pressione sta per cambiare. Ma non basta. Per noi democratici il testo va riscritto completamente. Vi terrò informati sulla nostra battaglia in Parlamento. PS: Mentre vi scrivo la maggioranza è stata battuta tre volte in aula sulle missioni in Afghanistan grazie alla pressione del Pd. Senza voti di fiducia non reggono più, e la prossima settimana ci sono tre decreti legge prima delle intercettazioni. L’opposizione non va in vacanza, tu puoi aiutarci raccontando come stanno veramente le cose ai tuoi amici, ai tuoi familiari e colleghi di lavoro. A presto, Stefano Di Traglia Responsabile comunicazione del PD
21 luglio 2010
Antonio Martone all'Autorita' indipendente per la valutazione
Antonio Martone dovrebbe assumere, in qualita' di presidente dell'Autorita' indipendente per la valutazione, la trasparenza e l'integrita' delle amministrazioni pubbliche (Civit), una posizione molto netta riguardo ''alle notizie di comportamenti gravemente incompatibili con questi requisiti, ancorche' fondate su conversazioni telefoniche di terzi'': e' la richiesta avanzata dai senatori del Pd Pietro Ichino, Luigi Zanda, Tiziano Treu, Giorgio Roilo, Rita Ghedini, Tamara Blazina, Paolo Nerozzi e Achille Passoni. Dal momento che la funzione ricoperta da Martone richiede ''non soltanto assoluta integrita' personale e indipendenza totale nei confronti di qualsiasi altro potere pubblico o privato, ma anche assenza di qualsiasi ombra su tali qualita''', i senatori del Pd chiedono al presidente del Civit di assumere una posizione dalla quale risulti ''in modo molto preciso e netto: l'inesistenza dei comportamenti che gli vengono attribuiti; la sua estraneita' a qualsiasi rapporto associativo, formale o informale, con soggetti interessati a influire sul funzionamento di organi istituzionali, giurisdizionali o amministrativi; l'assenza di qualsiasi fatto o circostanza, presente o passata, che lo renda suscettibile di ricatto o pressioni da parte di chicchessia''. ''Una siffatta presa di posizione - proseguono i senatori PD - chiara, netta e convincente, appare necessaria in questo momento nel quale la Civit e' oggetto di attentati ripetuti non solo alla sua indipendenza, ma alla sua stessa esistenza, anche ad opera di esponenti del governo e componenti della maggioranza. Il grado di autorevolezza di un'istituzione come la Civit dipende, certo, dalla competenza tecnica e professionale dei suoi componenti, ma e' anche correlato alla loro riconosciuta e indiscussa integrita' morale. Qualsiasi ombra che li sfiori - concludono i senatori del Pd - finirebbe per riflettersi sull'istituzione e conseguentemente indebolirla, contribuendo al disegno di chi vuole impedirne il funzionamento e ostacolare l'emancipazione delle amministrazioni pubbliche italiane dal circolo vizioso di arretratezza, inefficienza, opacita' e malaffare in cui troppo sovente sono imprigionate''.
10 luglio 2010
LA SEN. RITA GHEDINI OGGI IN CALABRIA A MANIFESTAZIONE PER LA LEGALITÀ
La sen. Rita Ghedini del Partito democratico di Bologna parteciperà, oggi alle 18, alla manifestazione promossa ad Isola di Capo Rizzuto da Avviso Pubblico, Libera e Cooperare con Libera Terra, per “riaffermare il valore della legalità, della buona amministrazione, della responsabilità civile in un territorio che con fatica e coraggio sta cercando di affermare la propria libertà dal condizionamento mafioso. Spero che saremo in molti – dice Ghedini – che sia manifesto a chi minaccia la vita dei cittadini di Capo Rizzuto che di fronte a sé ha tutti gli italiani onesti, e che cresca la consapevolezza che senza una vera battaglia di resistenza per la legalità, l’Italia – tutta intera da Nord a Sud - perde ogni possibilità di progredire come Paese moderno, libero e democratico”. (segue)
07 luglio 2010
PD BOLOGNA ANDREA DE MARIA NOMINATO RESPONSABILE NAZIONALE PER LE NUOVE RIFORME DELL'ORGANIZZAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE POLITICA
Il segretario nazionale del Partito Democratico Pier Luigi Bersani ha formalizzato la nomina di Andrea De Maria a responsabile per il partito delle ‘nuove riforme dell’organizzazione e della comunicazione politica’. “Sono molto contento della fiducia che mi è stata dimostrata – ha detto De Maria - mi impegnerò in questa importante responsabilità nazionale, nei suoi diversi aspetti, al meglio delle mie capacità e mettendo a disposizione le mie esperienze precedenti, maturate a Bologna”.
07 luglio 2010
Sulla condizione degli eritrei trattenuti in Libia
COMUNICATO STAMPA del GRUPPO PD del Senato La sottosegretaria Stefania Craxi ha riferito oggi, alla III Commissione Affari esteri, in merito al caso dei 245 uomini eritrei forzatamente condotti dal campo di Misurata al centro di detenzione di Sabha, nella Libia meridionale, e li trattenuti - secondo le testimonianze - in condizioni disumane e sottoposti a violenze. Il Governo ha succintamente riferito in merito agli eventi, assicurando che fin dall'inizio era stata interessata l'Ambasciata italiana a Tripoli, e che era appena giunta la notizia della liberazione degli Eritrei e della loro assegnazione - per interessamento del Ministro del Lavoro, a "lavori socialmente utili". Con ciò il Governo ha ritenuto il caso chiuso, come se si fosse trattato di uno spiacevole incidente di percorso. Sulla questione hanno preso la parola con articolati interventi, i Senatori Marcenaro, Livi Bacci, Marinaro, Perduca, Micheloni e Tonini, assolutamente insoddisfatti dalla relazione del Governo, considerata limitata e reticente. Da tutti è stato sollevato un aspetto generale: le intercettazioni operate dal pattugliamento congiunto Italo-Libico e il respingimento sul territorio libico dei migranti irregolari, non consente di garantire, a coloro che ne abbiano diritto, la possibilità di richiedere asilo. E la situazione è assai peggiorata con la chiusura da parte dei libici dell'Ufficio dell'UNHCR, cui è consentito di operare in una situazione di assoluta precarietà e solo per quanto riguarda situazioni pregresse. Non viene perciò rispettato il principio base della Convenzione di Ginevra del 1951, cioè il diritto al "non refoulement" (non respingimento) da parte di coloro che sono perseguitati e correrebbero seri pericoli se respinti nel paese di origine. Il caso degli Eritrei è lampante: provengono da un paese che reprime duramente il dissenso; alcuni di loro sarebbero transitati dall'Italia; a tutti è stato negato, fino ad oggi, il diritto di asilo. Situazioni analoghe riguardano alte migliaia di irregolari respinti in mare dei quali nulla si sa. Il Trattato Italo-Libico di Amicizia e Partenariato, agli articoli 1 e 6, richiama i principi del diritto internazionale che debbono essere rispettati nella gestione dei flussi migratori, ma l'Italia non sembra sollecita nel pretendere il loro integrale rispetto, e tutti gli intervenuti hanno sottolineato l'urgenza che ciò venga esplicitamente fatto. Il Governo tende a negare o a minimizzare questi aspetti che il caso degli Eritrei (la punta di un iceberg) ha posto in evidenza nella loro drammaticità. Il gruppo del PD richiede con forza al Governo di aprire un aperto confronto con le forze politiche circa i modi per assicurare il rispetto integrale dei diritti dei migranti nella gestione dei respingimenti. L'attuale gestione è contestata duramente da molte ONG ed è causa di preoccupazione di organismi internazionali, dal Consiglio d'Europa alle Agenzie delle Nazioni Unite. E' urgente inoltre che il Governo si adopri con rinnovato impegno nel richiedere la riapertura, alla luce del sole, dell'Ufficio della UNHCR, rafforzato nelle strutture e garantito da un intesa esplicita col Governo Libico e l'Unione Europea. Si chiede inoltre che agli Eritrei del campo di Sabha sia consentito di presentare domanda di asilo, e che il Governo si adopri per consentirne l'insediamento in Italia e in altri paesi Europei. Infine il Gruppo del PD ritiene urgente un'accelerazione delle trattative per un Trattato dell'Unione Europea con la Libia, convenendo che le responsabilità della gestione dei flussi irregolari nel Mediterraneo debbano gravare sulla comunità dei paesi Europei, anche se sull'Italia non possono non ricadere responsabilità preminenti. Va inoltre ricordato che il nostro Paese sostiene un onere - per quanto riguarda l'asilo - proporzionalmente inferiore alla media Europea.

